domenica, luglio 23

La Uil di Roma e del Lazio alla XXII giornata della memoria di Libera.

di Alfonso Vannaroni

“Noi la mafia non la vogliamo”. Con questo coro scandito e ritmato un fiume di giovani ha invaso le strade di Ostia. Il corteo, organizzato da Libera in occasione della XXII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, quest’anno ha percorso le vie di Ostia. Una scelta di alto valore simbolico, visto che il municipio romano è stato sciolto per mafia. “Oggi è il 21 di marzo – ha detto Alessandro Antiochia, fratello di Roberto ucciso da cosa nostra – per noi familiari di vittime è una giornata importante perché inizia la primavera e noi di Libera cominciamo a camminare non dimenticando le novecento persone che sono morte per mano della mafia. Sono cose che bruciano dentro e fanno male. Io sono il fratello di un agente di pubblica sicurezza che è morto a Palermo nel 1985 facendo la scorta volontaria e quindi ho sulla mia pelle i segni tangibili del dolore che comporta questo fatto. Noi cerchiamo di comunicare ai giovani la memoria perché nessuno debba più soffrire come abbiamo sofferto noi: la memoria è importante perché continua a farli vivere anche se non sono più con noi”.

“Le mafie sono cambiate – ha detto Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio – non sono più quelle di una volta che sparavano per strada. Oggi si impossessano del potere economico. Ostia ne è un esempio: qui il radicamento del potere criminali sono così forti che il municipio è stato sciolto per mafia. Insieme dobbiamo combattere una battaglia di civiltà. E i tanti giovani che oggi sono qui sono la migliore risposta per un futuro migliore”.

 

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