lunedì, settembre 25

Imu e Tasi, stangata su Roma e i romani. La Capitale città più cara d’Italia


di Maria Teresa Cinanni

E’ Roma la città italiana che entro domani dovrà versare l’importo più alto di Imu e Tasi. Le stime del servizio politiche territoriali della Uil parlano chiaro: per una seconda casa i romani pagheranno 2.064 euro medi, di cui 1.032 entro domani. Segue Milano con 2.040 euro (di cui 1.020 di acconto). Più contenuti invece i costi delle altre grandi città italiane. Per fare un esempio, a Torino l’importo è di 1745 euro (di cui entro domani 872), mentre a Messina è di 709 euro (di cui entro domani 354).

Ma è sempre la Capitale a pagare l’importo maggiore per cantine, box e posti auto: mediamente 110 euro (81 per una cantina e 139 per un box). Mentre Milano si assesta a 99 euro medi, Bologna a 96, Napoli e Firenze a 95 euro. “Una situazione purtroppo costante negli ultimi anni – commenta il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica – Nonostante gli innumerevoli disservizi, i romani continuano a pagare una tassazione più elevata degli altri cittadini italiani. Il tutto in una città che ha visto peggiorare il proprio status sociale e aumentare fortemente la percentuale della popolazione in difficoltà”. Non è tutto. Roma inoltre è anche tra le 18 città italiane che hanno confermato l’addizionale della Tasi sugli altri immobili, con un aliquota che supera quella massima dell’Imu (10,6 per mille) e arriva all’11,4 per mille. Una tassazione elvata che si va ad aggiungere ad un alto grado di irregolarità fiscale a causa anche di valori catastali vecchi che non sempre corrispondono al valore reale dell’immobile e a un’evasione che andrebbe combattuta con maggiori controlli e sanzioni. Allo stesso tempo andrebbe riequilibrato il rapporto Stato Enti Locali in tema di fiscalità e puntare sempre più su una politica di riduzione della pressione fiscale. Ma per ora non è così.

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