martedì, luglio 17

Ricominciamo. Si muove la città. L’iniziativa dei sindacati


Restituire a Roma il prestigio e il ruolo che merita

di Al. Van.

ricominciamoRicominciamo. Restituire alla città il prestigio e il ruolo che merita. Individuare insieme risorse, progetti e soluzioni per arrestarne il declino e riconsegnare ai romani servizi efficienti e ai giovani un’economia che offra opportunità. E’ questo l’obiettivo di Si Muove la città, Ricominciamo, il confronto pubblico che si terrà domani 24 giugno, alle 9 e trenta, presso il Tempio di Adriano.

«La crisi economica che ha colpito il nostro paese – affermano Michele Azzola, Paolo Terrinoni e Alberto Civica, rispettivamente segretari generali della Cgil Roma e Lazio, della Cisl Roma capitale e Rieti e della Uil di Roma e del Lazio –  ricade su Roma in modo preoccupante, inasprita ulteriormente dal debito capitolino la cui ricontrattazione sta diventando progressivamente la condicio sine qua non per avviare un’inversione di tendenza significativa. Il territorio sta subendo un evidente depauperamento a causa della delocalizzazione di imprese strategiche per lo sviluppo economico e occupazionale della città. Continuano a crescere la disoccupazione e il lavoro povero, le infrastrutture materiali e immateriali rivelano un gap sempre più difficile da colmare, i servizi pubblici sono allo stremo, a cominciare dai trasporti e dalla raccolta dei rifiuti, il sistema di welfare si contrae progressivamente, anche per via della riduzione dei finanziamenti, e non è più in grado di supportare le tante fragilità che permeano il tessuto sociale. Sono questi alcuni dei problemi che stanno mettendo in ginocchio la Capitale».

«Riteniamo non vi siano più i margini per un’interlocuzione ordinaria fra i diversi livelli istituzionali e le parti sociali – concludono i sindacalisti – e che sia necessario uno sforzo comune e un’assunzione collettiva di responsabilità per invertire la tendenza in atto e declinare le energie presenti nel territorio in termini di sviluppo e crescita, tenendo sempre a mente i principi di coesione e uguaglianza sociale”.

«reputa adeguata la condanna dell’Italia a pagare, a favore del bilancio dell’Unione, una somma forfettaria di 25 milioni al fine di prevenire il futuro ripetersi di analoghe infrazioni al diritto dell’Unione».

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