giovedì, dicembre 14

Mobilità in deroga e politiche attive. Tirocini in aziende per ritrovare il lavoro perso




di Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Roma Lazio

La grave crisi industriale che ha colpito la nostra regione, ha prodotto la chiusura di decine di siti produttivi e ha conseguentemente comportato la perdita di centinaia di posti di lavoro. Naturalmente negli anni tali processi sono stati assistiti dagli ammortizzatori sociali che hanno consentito quantomeno di poter attutire gli effetti dovuti alle chiusure delle attività produttive della Regione. La provincia di Frosinone in particolare ma anche quella di Rieti, sono andate incontro alla quasi completa destrutturazione del sistema manifatturiero e tutto ciò ha determinato che entrassero entrambe nel provvedimento del governo che ha inserito le aree in questione tra quelle investite da crisi industriale complessa.

La fine degli ammortizzatori sociali destinati a tutti i lavoratori coinvolti nelle chiusure degli stabilimenti a partire dal 2017, ha fatto sì che si arrivasse alla stipula di un accordo tra la Regione e le Parti Sociali volto proprio a creare le condizioni per sostenere al meglio, con strumenti che tutelino l’occupazione e sostengano il reddito, i soggetti colpiti. Essi infatti beneficeranno ancora della mobilità in deroga per un anno a partire dal momento di cessazione del precedente ammortizzatore ma saranno, nello stesso tempo, anche oggetto di forme misure di politiche attive. Nello specifico, l’accordo sottoscritto con la Regione prevede, che i soggetti interessati se hanno un’età superiore ai 60 anni vengano impiegati in lavori di pubblica utilità nei comuni di residenza, mentre per coloro che hanno meno di 60 anni verranno attivati tirocini extracurriculari da svolgersi presso le aziende situate nel territorio dell’area di crisi complessa con l’obiettivo di poter dare loro una occupazione stabile. Il 17 luglio abbiamo avuto un incontro con la Regione Lazio e le parti datoriali nel quale sono state approfondite le questioni legate alla futura occupabilità di coloro i quali saranno impegnati nei tirocini formativi nelle aziende dei territori di crisi. Dall’incontro è scaturito un accordo quadro che disciplina le modalità di fruizione della mobilità in deroga. Essa è infatti legata indissolubilmente alla fruizione di uno strumento di politica attiva in questo caso i tirocini.

Per la prima volta in un accordo si sancisce, pertanto, che per fruire di politiche passive (mobilità in deroga) si deve necessariamente partecipare a percorsi di politiche attive del lavoro. I tirocini si svolgeranno in azienda e avranno una durata di sei mesi e in ogni caso non possono superare la durata della mobilità concessa (massimo 12 mesi). Viceversa, nel caso di lavoratori che abbiano superato i 60 anni è previsto, come detto, l’inserimento lavorativo presso gli enti locali che ne faranno richiesta per la realizzazione di lavori di pubblica utilità. Potranno infine fare richiesta di questa misura anche coloro i quali pur non avendo compiuto 60 anni siano rientrati nella cosiddetta ottava salvaguardia.

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