giovedì, dicembre 14

L’acqua non è infinita. L’oro blu scarseggia anche nel sud pontino


Disagi pure nella provincia di Latina dove sono previste chiusure alternate e razionamenti dai Monti Lepini fino a Formia, Gaeta e Minturno

situazione sorgente capodacqua 1 luglio spigno saturnia ato 4

di Marco Di Luciano e Paolo Pizzi 

Non solo Roma. L’emergenza idrica si estende drammaticamente anche al Sud Pontino. I dati registrati negli ultimi tempi mostrano  un abbassamento rilevante della falda acquifera.  La discesa narra di ulteriori 30 centimetri (centrale Capodacqua Spigno Saturnia).  Chiusure notturne alternate e modifica del piano degli investimenti sono state le mosse immediate per fronteggiare l’emergenza.  «Occorre procedere senza indugio, ha dichiarato  l’ing. Besson Ad di Acqualatina la spa mista che gestisce il servizio idrico integrato in terra pontina,  verso  l’utilizzo dei dissalatori da attivare immediatamente, mettendo da parte tutte le posizioni preconcette per le quali – conclude Besson – non c’è più tempo». Le rilevazioni dei dati pluviometrici a giugno 2017  parlano chiaro.  Le zone in crisi coprono gran parte del territorio dell’ambito territoriale numero 4: si va dai monti lepini fino all’area sud con Formia, Gaeta, Minturno, Amaseno e altri Comuni.   Un impatto minore, invece, verso la zona servita dalla centrale Vetere con i comuni di Fondi, Itri, Sperlonga e Lenola. Per il sud si registra alla fine di giungo un gap pari a circa 215 litri al secondo. A fronte di un fabbisogno  idrico minimo luglio-agosto   di circa 1.050 litri al secondo, le disponibilità sono  già scese a 835  determinando così una situazione peggiorativa di circa 115 litri al secondo.  Nell’area nord, invece, si registra un gap di 60 litri al secondo. Per permettere il riempimento dei serbatoi si è proceduto alla regolazione della pressione ed alla chiusura notturna alternata.

Se alla carenza idrica sommiamo le perdite dovute alle carenze strutturali della condotta, il quadro si completa.  La carenza idrica non si presenta quest’anno per la prima volta. Da diverso tempo gli amministratori e le associazioni di categoria si interrogano sul tema. A dicembre 2016 qualcosa è stato modificato nei programmi di investimento. La conferenza dei sindaci  ha approvato con delibera numero 17 del dicembre  2016 la modifica del piano investimenti prevedendo oltre ad un aumento pari a 23 milioni di euro degli investimenti per il recupero delle perdite  fisiche  nel lungo periodo, un piano di investimenti straordinari per le aree interessate dalle maggiori criticità.  In attesa che tornino le piogge non si può certo stare con le mani in mano. Allora meglio pensare alla manutenzione della condotta ed alla riduzione delle dispersioni. Da non tralasciare una campagna di sensibilizzazione circa il corretto utilizzo della risorsa idrica, una risorsa che non è infinita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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