giovedì, ottobre 19

Partito il confronto con il Comune di Roma sulla riorganizzazione delle partecipate


Si prospettano dieci società dirette e una indiretta. E nessun esubero. Siamo pronti a verificare passo dopo passo il percorso, ma servono soluzioni condivise
Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Roma Lazio

di Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Roma Lazio

Ieri si è formalmente aperto il tavolo di confronto sul tema del riordino delle Aziende partecipate e controllate dal Comune di Roma, nell’ambito dell’accordo sulle relazioni sindacali sottoscritto nel giugno scorso. All’incontro erano presenti l’assessore alle Partecipate Colomban e il delegato alle relazioni sindacali De Santis. In apertura l’assessore ci ha illustrato per grandi linee il progetto definitivo che il Campidoglio presenterà per l’approvazione in Giunta e successivamente all’Assemblea capitolina. Esso prevede che le aziende saranno razionalizzate ed efficentate grazie ad apposite sinergie tra società al fine di evitare duplicazioni di attività. Ci saranno 18 società interessate alla cessione o alla liquidazione, alcune peraltro già oggi assolutamente marginali e verranno dismesse partecipazioni in aziende che non hanno dipendenti. Il piano prevede a regime 10 società dirette e 1 indiretta. Verranno a tal proposito creati dei poli di attività omogenee nel settore delle entrate, della cultura e dell’engineering. Il piano non prevede esuberi di personale ma solo eventuali percorsi di riqualificazione e valorizzazione delle competenze o di trasferimento di dipendenti tra aziende partecipate. Tali azioni sono mirate dunque al risanamento economico, all’efficentamento e miglioramento dei servizi resi ai cittadini e alla definitiva riorganizzazione del settore il tutto in linea con le disposizioni della legge Madia. Fin qui il progetto illustrato da Colomban.

A tali dichiarazioni abbiamo contrapposto le prime due questioni che a noi sembrano fondamentali e che sono le seguenti: la prima che riguarda la questione di metodo richiamata nel protocollo di relazioni firmato con la sindaca Raggi a giugno nel quale abbiamo previsto che su percorsi così complessi e articolati che riguardano migliaia di lavoratori ci debba essere un confronto di merito che porti a soluzioni condivise. Senza voler entrare nello specifico è bene ricordare che tale riforma porta con sé alcuni seri problemi che riguardano i lavoratori quali la pluralità di contratti collettivi nazionali di lavoro presenti nelle varie aziende, le coperture economiche dell’eventuale personale eccedente, il blocco delle assunzioni e la garanzia dei livelli retributivi e della normativa giuridica degli istituti previsti dai contratti applicati. La seconda questione che abbiamo posto riguarda i tempi di attuazione di questa riorganizzazione poiché la legge di riforma delle partecipate prevede tempi e modi fissati da una serie di scadenze prima fra tutte quella del 30 settembre relativa alla presentazione del piano e alla ricognizione delle risorse umane. Abbiamo pertanto chiesto e ottenuto di conoscere immediatamente i dettagli del piano definito dal Comune di Roma al fine di avviare subito un confronto di merito. Si è inoltre convenuto che – a valle dell’approvazione della riorganizzazione da parte dell’assemblea capitolina – si provvederà alla calendarizzazione di specifici incontri con gli assessori di riferimento al fine di rendere protagoniste tutte le categorie interessate alle problematiche aziendali. Come capirete si tratta solo dell’inizio di un confronto che si preannuncia lungo e complesso, possiamo però affermare di aver posto delle solide basi per far partire a breve il confronto in linea con quanto previsto dall’accordo sulle relazioni sindacali.

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