giovedì, ottobre 19

Immediata convocazione del tavolo per conoscere il destino dei lavoratori delle Aziende partecipate


Troppe voci e molta confusione. Non è questo il modello di relazioni sindacali che abbiamo concordato
Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Roma Lazio

di Pierluigi Talamo, segretario regionale Uil Roma Lazio

Si sta giocando una partita fondamentale a Roma. E’ una partita che coinvolge la riorganizzazione delle aziende partecipate. Stiamo parlando di una galassia di società nelle quali lavorano migliaia di persone. Su questo tema qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro con l’assessore Colomban e il delegato del sindaco De Santis. A seguito di quella riunione abbiamo chiesto all’amministrazione capitolina un percorso che prevedeva una prossima riunione subito dopo l’approvazione del piano di riorganizzazione e la calendarizzazione degli incontri tra categorie e assessori di riferimento. Ci troviamo invece ad apprendere con stupore che il piano è stato portato a conoscenza della stampa dalla quale apprendiamo, tra l’altro, informazioni diverse da quelle avute nella riunione del 14 settembre scorso: adesso si parla infatti di otto aziende a regime, di due grandi poli ma non si fa minimamente accenno all’aspetto più importante: quale sarà il destino delle migliaia di lavoratori coinvolti in questa riorganizzazione così radicale delle aziende partecipate.

C’è troppa confusione. Questo fiorire di voci non aiuta a risolvere il problema della riorganizzazione delle aziende partecipate. Non è questo il modello di relazioni al quale abbiamo legato la firma di un protocollo fondamentale che ha fissato regole condivise in base alle quali si deve svolgere il confronto tra l’amministrazione capitolina e Cgil Cisl e Uil. Se le notizie di stampa fossero confermate, ci troveremmo davanti a confronto che appena avviato già registra forti criticità. Aspettiamo pertanto un’immediata convocazione da parte della sindaca Raggi per proseguire la discussione appena iniziata e finalizzata a un percorso di condivisione e partecipazione delle organizzazioni sindacali a un piano di riorganizzazione del settore così complesso e delicato. Se così non fosse saremo costretti ad assumere tutte le iniziative utili a difesa dei diritti dei lavoratori coinvolti.

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