giovedì, ottobre 19

Incontri, riunioni e proposte. Studiare a tavolino la rinascita di Roma


Il 17 ottobre prima riunione al Mise. Sul tavolo i progetti per strappare la Capitale al degrado
Via dei Fori Imperiali

di Alfonso Vannaroni
Il diciassette ottobre si avvicina. E a breve il tavolo per il rilancio di Roma aprirà i lavori. Nel frattempo i preparativi fervono. Nei giorni scorsi gli incontri tecnici si sono succeduti: una fitta rete di riunioni che ha visto protagonisti Cgil Cisl Uil, il Campidoglio la Regione Lazio e il Ministero dello sviluppo economico, ha disegnato gli scenari per far ripartire la Capitale.
Sul tavolo del ministro Calenda ci sono i dati e le proposte: aziende in crisi, licenziamenti, esuberi. Non solo. Elevata pressione fiscale, continua perdita di competitività, pil in picchiata, investimenti ridotti al lumicino: praticamente uno scenario che fa rabbrividire. Come intervenire? Cgil, Cisl e Uil chiedono da tempo un progetto strategico che abbia una visione d’insieme e sia in grado di rilanciare la città. Non a caso mesi fa i confederali di Roma e del Lazio avevano organizzato un’assemblea pubblica (Si muove la città, #RicOMinciAmo) – che ha favorito l’attuale clima di collaborazione – invitando le istituzioni e le parti datoriali «a impegnarsi per pianificare le scelte strategiche necessarie alla rinascita della città».C’è molto lavoro da fare: bisogna intervenire per una riqualificazione urbana, per una mobilità efficiente e sostenibile, per chiudere il ciclo dei rifiuti, per ridisegnare un welfare che non escluda i più deboli. Occorrono poi nuove politiche fiscali e di bilancio. Rinegoziare il debito di Roma è una priorità, perché se non si interviene qui la pressione fiscale sui romani non potrà diminuire.
Adesso sembrano esserci tutte le condizioni per agire. E così, dopo lacerazioni, rimpalli di responsabilità tra vecchie e nuove amministrazioni cittadine, stati di campagna elettorale permanente, sembra arrivato finalmente il momento di agire per strappare Roma dal degrado e disegnare un futuro alla città, un futuro alla Capitale del Paese. «Solo uniti – avevano affermato in quell’iniziativa pubblica Cigl, Cisl e Uil – possiamo sperare di far ripartire la Capitale nota ormai più per le sue mancanze che per le bellezze che la caratterizzano. Il fascino della storia si perde nelle istantanee del degrado, nei disservizi e nelle infrastrutture che tardano ad arrivare».

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