mercoledì, febbraio 21

Da Rieti a Roma in meno di un’ora. Resterà un sogno?


Il governo investe su una nuova ferrovia e sulla Salaria. Così Rieti dovrebbe uscire dall’isolamento

di Alfonso Vannaroni
Panorama di Rieti
Panorama del capoluogo reatino

Un territorio da anni ai margini. Una provincia depressa che da decenni ormai è considerata area di crisi. E una sequenza di scosse sismiche che hanno definitivamente messo in ginocchio un intero distretto. Individuare per Rieti le scelte strategiche per il suo rilancio non è semplice. Ma nemmeno impossibile.

Sono passati decenni, si sono alternati sindaci, presidenti di regione, presidenti del consiglio, ma nulla è cambiato. Adesso però – scontati gli enormi ritardi e le promesse disattese – si riparte con nuovi progetti e nuove aspettative. Sì perché, per le aree colpite dal terremoto c’è un ambizioso programma del governo per lo sviluppo e la riqualificazione delle zone colpite dallo sciame sismico: in tutto sono 4,7milioni di euro per potenziare la via Salaria e migliorare i collegamenti ferroviari tra Roma e queste aree grazie al potenziamento dell’anello ferroviario dell’Appennino centrale e alla realizzazione di una nuova linea tra Rieti e Passo Corese.

«L’obiettivo strategico inserito nei piani del governo è in un’ora stare a Roma, facendo la Rieti Passo Corese – ha spiegato il presidente Zingaretti a margine della presentazione dei progetti – C’è una nuova linea che a questo punto è programmata e finanziata dallo Stato. Io credo che per il reatino sia una svolta, finalmente ce l’abbiamo fatta, è una vittoria del territorio che ha dimostrato che inizia a reagire alla tragedia accaduta con il terremoto del 24 agosto».

Ma ci vorrà tempo, si sa. Da anni la Uil chiede alle istituzioni almeno un collegamento ferroviario per facilitare l’ingresso a Roma a migliaia di pendolari. «Si tratta certamente di progetti grandiosi – afferma Alberto Paolucci, segretario generale di Rieti – ci troviamo in un momento che segna passi avanti per il nostro territorio, ma non può aspettare, se non vuole continuare ad essere l’ultima carrozza del treno».

E quindi il sindacato rilancia su quella che adesso sembra diventata una semplice soluzione ponte in vista delle opere strutturali. «In questo momento – dice il segretario – dobbiamo accelerare quanto più possibile sull’acquisto dei treni bimodali (ad alimentazione elettrica e a gasolio) che permetteranno, passando per Terni, di raggiungere la Capitale». Impegno che Zingaretti ha ribadito: «Noi confermiamo l’impegno – ha annunciato il presidente della Regione Lazio – per garantire al più presto una percezione di novità, l’arrivo degli autobus e l’acquisto di treni elettrici e diesel».

Tempi di novità per Rieti, per i suoi abitanti, per i residenti dei tanti paesi incastonati nella catena appenninica. Forse si sta voltando pagina. Chissà, sembra la volta buona. Arriveranno nuovi giorni dove né i pendolari, né le aziende che decideranno di investire da queste parti, dovranno compiere tour de force per percorrere poco meno di cento chilometri. Solo in quel giorno – quando e se arriverà – si potrà dire di aver strapparo il territorio dall’attuale isolamento.

2 Comments

  • […] «Il 2016 – spiega l’Istat – è stato caratterizzato da un’intensa attività sismica, concentrata soprattutto nelle regioni dell’Appennino centrale: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Nel complesso, sono stati 140 i comuni colpiti dagli effetti di questa sequenza, compresi quelli colpiti dalle scosse del 18 gennaio 2017, con epicentro in provincia de L’Aquila». Una successione di terremoti che è sì diminuita, anche se le notti scorse l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato nel centro Italia dieci scosse tra cui una di magnitudo 2.7 vicino Amatrice e due di magnitudo 2.6 vicino ad Arquata del Tronto –  ma che ancora è sulla pelle delle tante persone che vivono in questi territori. Ripartire non è facile. Il ritorno alla normalità sarà lungo e complicato. Il programma delle istituzioni è ambizioso (leggi). […]

  • […] A Rieti, si sa, ferrovia e treni sono ancora un sogno. Destinato a restare tale chissà per quanto ancora. «Nella nostra città – spiega il segretario – l’offerta è praticamente inesistente, nonostante da anni ci battiamo con l’obiettivo di dotare la città di collegamenti efficienti con la Capitale. Ancora oggi per raggiungere Roma o per tornare da Roma a Rieti i cittadini optano in misura quasi prevalente per le corse del Cotral». «Da tempo la Uil chiede l’acquisto di treni bimodali – ricorda la Uil – necessari per ridurre i tempi di percorrenza da Rieti a Roma passando per Terni. Dopo tante insistenze, il presidente della Regione Lazio Zingaretti ha accolto la nostra richiesta e deciso che si può procedere a questo tipo di investimento, ma ancora non ci sono ricadute positive per i reatini. C’è poi il progetto di una ferrovia tutta nuova da Rieti arrivi a Fara Sabina, progetto che ricade nelle strategie del governo per far ripartire il territorio dopo gli eventi sismici che hanno messo in ginocchio l’intera nostra provincia. Ma ci vorrà tempo (leggi)». […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *