domenica, maggio 27

Terremoto, il 2016 è stato l’annus horribils


Tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo localizzati l’87 per cento dei sismi con magnitudo superiore a 3.0. Fondi dalla giunta regionale

di Francesca Lici
Terremoto rilevato dal sismografo

C’è un numero – più altri – che testimonia lo sconvolgimento di alcune regioni del nostro Paese: è il numero dei terremoti che ha colpito nel 2016 – e in misura minore l’anno che sta per concludersi – le regioni del centro Italia. E’ una sequenza sismica, la maggiore degli ultimi trent’anni, che ha fatto registrare tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo l’87 per cento dei terremoti con magnitudo superiore a 3.0 sulla scala Richter. Il dato emerge dal tradizionale appuntamento di fine anno con l’Annuario statistico italiano dell’Istat che, dal 1878, offre ai lettori uno strumento autorevole per documentare lo stato e le trasformazioni del nostro Paese.

«Il 2016 – spiega l’Istat – è stato caratterizzato da un’intensa attività sismica, concentrata soprattutto nelle regioni dell’Appennino centrale: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Nel complesso, sono stati 140 i comuni colpiti dagli effetti di questa sequenza, compresi quelli colpiti dalle scosse del 18 gennaio 2017, con epicentro in provincia de L’Aquila». Una successione di terremoti che è sì diminuita, anche se le notti scorse l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato nel centro Italia dieci scosse tra cui una di magnitudo 2.7 vicino Amatrice e due di magnitudo 2.6 vicino ad Arquata del Tronto –  ma che ancora è sulla pelle delle tante persone che vivono in questi territori. Ripartire non è facile. Il ritorno alla normalità sarà lungo e complicato. Il programma delle istituzioni è ambizioso (leggi).

Ci sono poi altri finanziamenti. La giunta regionale del Lazio ha appena stanziato un ulteriore milione di euro per i progetti vincitori del bando a sostegno delle imprese che operano nei 15 Comuni dell’area del cratere sismico, che prevede contributi a fondo perduto per gli investimenti delle microimprese. Così, dagli iniziali di 2,5 milioni, divenuti poi 4, si arriva a cinque milioni di euro. «Grazie a questo avviso pubblico – fa sapere la Regione – possono essere concessi finanziamenti fino a un massimo di 20mila euro per gli investimenti delle microimprese (aziende con non più di 10 occupati, fatturato e attivo patrimoniale non superiori a 2 milioni di euro) iscritte al Registro delle Imprese o titolari di partita iva, esistenti o di nuova costituzione e aventi sede operativa in uno dei 15 Comuni del cratere. L’aiuto è pari all’80 per cento delle spese effettivamente sostenute e rendicontate mentre i progetti di investimento devono essere di almeno 4mila euro. Sono ammesse a contributo le spese, sostenute a partire dal 6 aprile 2017 per investimenti, materiali e immateriali, e consulenze».

«Fa parte del pacchetto un secondo avviso – prosegue la nota della Regione Lazio – che mette in campo finanziamenti agevolati al tasso dell’1% fino a 25mila euro per gli investimenti delle microimprese considerate non bancabili. Si tratta della nuova edizione di Fondo Futuro, uno strumento di microcredito pensato per erogare piccoli finanziamenti a tasso agevolato a microimprese e a liberi professionisti che si trovino in situazioni di difficoltà di accesso al credito bancario. All’interno dello stanziamento complessivo è prevista una riserva di 8 milioni (sui quattro anni, dal 2017 al 2020, di cui 5 milioni per i primi due anni) dedicata alle imprese che hanno o intendono aprire almeno una sede operativa in uno dei 15 Comuni dell’area del cratere. Il bando è ancora aperto. Un terzo bando, infine, ‘Liquidità Sisma’, prevede finanziamenti a tasso zero fino a 10mila euro per esigenze di liquidità delle microimprese (e destinati a pagamento di imposte, fornitori ecc.). In questo caso le imprese dovevano già esistere al momento dell’evento del 24 agosto 2016, devono avere sede operativa in uno dei 15 Comuni dell’area colpita (ditte individuali, società di persone e società di capitali) e avere difficoltà o impossibilità di accesso al credito bancario ordinario. Il bando è attualmente aperto».

One Comment

  • […] Dal Tirreno all’Adriatico. Ma non per la tradizionale corsa ciclistica primaverile. E’ invece una petizione per unire due mari con una ferrovia. Dal Tirreno all’Adriatico, appunto. E viceversa.  Attraverso un tracciato che si snoda lungo tutta la via Salaria. E’ l’obiettivo della petizione lanciata su change.org per realizzare un collegamento infrastrutturale che parta da Roma per arrivare a San Benedetto del Tronto. E’ un progetto antichissimo quello della ferrovia dei Due Mari, risalente addirittura al 1841. Un progetto che adesso – se realizzato – potrebbe contribuire alla rinascita di un territorio messo in ginocchio dal terremoto del 24 agosto 2016 e da una sequenza sismica che si è protratta per mesi, la peggiore degli ultimi trent’anni (leggi) […]

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