martedì, aprile 24

Dal Tirreno all’Adriatico per spezzare l’isolamento


Petizione per unire due mari con una ferrovia e rilanciare il territorio del reatino e dell’entroterra ascolano

di Giancarlo Narosi
Dal Tirreno all'Adriatico foto tratta dal web
Dal Tirreno all’Adriatico foto tratta dal web

Dal Tirreno all’Adriatico. Ma non per la tradizionale corsa ciclistica primaverile. E’ invece una petizione per unire due mari con una ferrovia. Dal Tirreno all’Adriatico, appunto. E viceversa.  Attraverso un tracciato che si snoda lungo tutta la via Salaria. E’ l’obiettivo della petizione lanciata su change.org per realizzare un collegamento infrastrutturale che parta da Roma per arrivare a San Benedetto del Tronto. E’ un progetto antichissimo quello della ferrovia dei Due Mari, risalente addirittura al 1841. Un progetto che adesso – se realizzato – potrebbe contribuire alla rinascita di un territorio messo in ginocchio dal terremoto del 24 agosto 2016 e da una sequenza sismica che si è protratta per mesi, la peggiore degli ultimi trent’anni (leggi)

«Il territorio appenninico di Lazio e Marche da tempo soffre di gravi carenze economiche e infrastrutturali – si legge nella petizione di change.org – aggravatesi con i recenti eventi sismici. Lo spopolamento di questi territori, è ormai una realtà che si protrae dagli anni 60 del secolo scorso, con l’emigrazione di massa verso la costa e le città più industrializzate. Non possiamo farci mancare una prospettiva e una progettualità a lungo termine per non perdere di vista l’obiettivo di far rivivere questi luoghi. Quali motivazioni possiamo quindi dare alle persone fuggite o alle nuove generazioni per ritornare nei borghi colpiti dal sisma? Eppure, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli e Antrodoco non sono mai stati paesi così sperduti: tutti si collocano lungo un’arteria stradale, tra le più antichissime, la via Salaria, un passaggio obbligato per raggiungere la Capitale e la costa orientale. E allora perché no? Un treno per Roma e un treno per l’Adriatico. Ripartire, riavvicinandosi. La parola d’ordine è rompere l’isolamento del reatino e dell’entroterra ascolano nel rispetto delle loro bellezze paesaggistiche, naturali, storico e artistiche».

«Come? Rispolverando – sottolineano i promotori della petizione – il progetto della Ferrovia dei Due Mari, risalente al 1841 ma mai realizzato a causa di ostacoli di vario genere (contrasti sul tracciato da adottare, dissidi campanilistici con altre regioni, ostacoli economici e burocratici) e abituale promessa elettorale irrealizzata». Un progetto considerato strategico due secoli fa. Ma rimasto sempre nel cassetto.  «Noi ci riproviamo, ma questa volta si fa per davvero: il treno passa una volta sola – concludono i promotori – E voi, ci state a partecipare?». Qui puoi accedere alla petizione di change.org

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