martedì, gennaio 23

Ideal Standard, lavoratori in sit in sotto al Mise


La vertenza arriva a Roma. Cronaca di una giornata che lascia nell’incertezza cinquecento famiglie

di Giancarlo Narosi
La sede del Mise
La sede del Mise

E’ arrivata a Roma la protesta dei lavoratori di Ideal Standard, la fabbrica di ceramica e sanitari di Roccasecca. A rischio c’è il futuro occupazionale di oltre 300 dipendenti più altri duecento che sono impegnati nell’indotto. Dietro ogni lavoratore c’è una famiglia. E in cinquecento sono in difficoltà.  E così, mentre nel palazzo del Ministero dello sviluppo economico le istituzioni cercano una soluzione, sotto gli operai, i sindaci del territorio e le sigle sindacali – tra cui Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – ribadiscono all’azienda di ritirare i licenziamenti, di presentare un piano industriale serio e di rendersi disponibile al confronto.

C’è esasperazione tra gli operai. A farne le spese il presidente del Senato Pietro Grasso, che viene contestato. Sono pochi istanti, poi torna il sereno. «Quando rischi di perdere il lavoro e temi per il futuro della tua famiglia, non ti importa di nulla e non fai distinzioni – ha poi scritto il Presidente dalla sua pagina Facebook – Alla fine io e i lavoratori ci siamo spiegati: con calma, pazienza e disponibilità reciproca».

Intanto l’incontro tra il Ministro Calenda, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore regionale al Lavoro Valente, l’azienda e i rappresentanti sindacali si chiude. Adesso è chiaro a tutti che l’azienda non vuole più investire. Il ministro ha chiesto una proroga della procedura di chiusura fino al 30 marzo – senza questa l’ultimo giorno di lavoro è il 13 febbraio –  Sembra ci sia una manifestazione di interesse per rilevare l’azienda. «Un investitore credibile, finanziariamente solido e innovativo – fa sapere il presidente Zingaretti – che potrebbe rilevare il sito di Roccasecca. Su questo, Regione, Governo faranno di tutto per rilanciare il sito produttivo». «Quello di Roccasecca – dicono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil –  è il terzo stabilimento che la Ideal Standard chiude senza dare alcuna spiegazione. Richiediamo perciò che vengano presi impegni precisi, chiari e affidabili, oltre a un monitoraggio costante con l’attenzione del Governo».

«L’aspetto positivo – commenta Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia – potrebbe essere soltanto quello della proroga sulla procedura della mobilità al 30 marzo. Sul quale però Ideal Standard deve ancora pronunciarsi. Sarebbe una chance, che dovrà essere sfruttata al meglio sia dal Ministero che dalla Regione Lazio». L’azienda fa sapere di essere «disponibile a valutare le condizioni per supportare il percorso presentato dal ministro dello sviluppo economico» e darà un giudizio più approfondito nel prossimo incontro. A fine gennaio ci sarà infatti un’altra riunione al Mise per valutare l’evolversi della situazione.  Adesso si torna a casa.  E i lavoratori restano appesi e senza certezze per il futuro.

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