domenica, maggio 27

L’inquinamento atmosferico uccide


Ambiente, salute e futuro sono legati. Proposte e strategie per ridurre le emissioni in atmosfera di agenti inquinanti

di Giuliano Sciotti, segretario regionale Uil Roma Lazio

giuliano sciottiL’inquinamento atmosferico rappresenta un elevato fattore di rischio per la salute umana. Roma – come altre grandi città italiane – da molti anni fa i conti con questa emergenza. Le fonti inquinanti sono molteplici: le Pm10, Pm2.5, No2. E sono pericolosissime per la salute di tutti noi. Basta un dato: nel 2015 si sono stimati circa 1000 decessi prematuri attribuibili all’inquinamento da Pm2.5. Per il decennio 2006-2015 l’inquinamento atmosferico della città è stato responsabile di circa 12mila decessi prematuri. Anche se queste fonti sembrano in lieve discesa rispetto agli anni passati, lo scenario è tutt’altro che rassicurante.

Occorrono quindi interventi strutturali per ridurre le emissioni in atmosfera, in particolare quelle dei veicoli diesel. Ad esposizioni di breve durata è risultata associata l’insorgenza di patologie acute quali l’infarto del miocardio o l’ictus a distanza di pochi giorni, o addirittura il decesso nel caso di persone particolarmente suscettibili. L’esposizione più prolungata può invece causare la nascita di processi biologici cronici che possono evolvere nella insorgenza di patologie cardiorespiratorie e tumorali. I processi di progressiva urbanizzazione, l’aumento dei veicoli circolanti, della produzione industriale e dell’uso di biomasse per il riscaldamento causano infatti un incremento delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera. Roma è la più grande realtà urbana in Italia con una popolazione che dai 2.545.860 residenti censiti nel 2001 è arrivata ai 2.864.731 a fine 2015. A Roma l’aumento degli inquinanti – in particolare il materiale particolato – è legato principalmente alle emissioni dei veicoli (autovetture, motoveicoli, mezzi pesanti) circolanti e, durante i mesi invernali, agli impianti di riscaldamento mentre più contenuto è il contributo delle emissioni industriali.

Occorrono interventi strutturali, dicevamo prima. Per ridurre le emissioni bisogna limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti. Bisogna procedere sulla strada della metanizzazione delle caldaie. E parallelamente incentivare tutto ciò che è considerato a bassa emissione (veicoli elettrici e ibridi oppure a metano – teleriscaldamento – cogenerazione distribuita, in particolare a partire da impianti di riscaldamento di strutture ospedaliere). E poi serve puntare con decisione sul trasporto pubblico locale attraverso miglioramenti di rete, puntualità, frequenza, parcheggi di scambio. Serve una grande campagna di sensibilizzazione che ci coinvolga tutti perché ambiente, salute e futuro sono strettamente collegati.

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