giovedì, giugno 21

«Stop ai licenziamenti in Multiservizi»


Sindacati compatti contro il licenziamento di 30 lavoratori. I Sindacati: «i lavoratori sono carne e ossa, non merce di scambio»

di Redazione

Manifestazione UilStop ai licenziamenti, senza se e senza ma. «Stigmatizziamo il comportamento e la decisione dell’assemblea dei soci, pubblici e privati, della società Roma Multiservizi di confermare il licenziamento di 30 lavoratori». Non usano mezzi termini le categorie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti del Lazio. per ribadire la contrarietà al licenziamento di trenta lavoratori della società partecipata del Comune di Roma. «Come noto – spiegano i sindacati – dal settembre scorso i vertici della società hanno avviato una procedura di licenziamento collettivo per 30 lavoratori con qualifica di amministrativi, a causa di una contrazione di fatturato. Procedura di licenziamento conclusasi presso la Regione Lazio lo scorso 8 febbraio con un mancato accordo tra le parti. In quell’occasione, nonostante le rassicurazioni fornite dall’assessore alle partecipate al Comune di Roma e la disponibilità dimostrata dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali, sia Roma Multiservizi che Ama rifiutarono la possibilità di applicare gli ammortizzatori sociali, condannando di fatto i 30 lavoratori a un inevitabile licenziamento».

«Licenziamenti confermati dall’assemblea dei soci pubblici e privati – proseguono  Filcams, Fisascat e Uiltrasporti – nonostante le rassicurazioni ricevute dall’Ama e dal Comune di Roma in ripetute occasioni, non ultima quella del 22 febbraio scorso in occasione dello sciopero generale dei lavoratori della Roma Multiservizi, dove l’assessore Gennaro sottoscriveva con il sindacato un verbale di incontro con cui si ribadiva l’inopportunità di atti unilaterali. Atti che risultano ancora più inopportuni visto il probabile incremento di fatturato che produrrebbero alcune recenti aggiudicazioni di gara a cui la società ha partecipato. Non si possono licenziare le persone per decrementi di fatturato o per fare pressioni su possibili nuove aggiudicazioni: i lavoratori sono carne e ossa, non merce di scambio. Perché Roma Capitale si ostina a non esercitare tramite Ama un serio controllo dell’operato di una sua partecipata? Chiediamo di ritirare immediatamente le procedure di licenziamento e di trovare nel tavolo già convocato per il prossimo 13 marzo le soluzioni che tutelino i lavoratori e la qualità dei servizi erogati all’utenza».

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