lunedì, settembre 24

Sciagura sul lavoro nell’edilizia. «C’è ancora molto da fare»


«Il cantiere per definizione è un luogo di lavoro insidioso. La soglia di attenzione deve essere massima e molteplici le misure di prevenzione»

di Francesca Lici

infortuni edilizia«Il grave incidente sul lavoro di Pomezia è l’ennesima dimostrazione che sul tema della sicurezza c’è ancora molto da fare». Lo dicono i segretari generali della Fillea Cgil di Roma e del Lazio, Mario Guerci, della Filca Cisl di Roma, Marco Federiconi e della Feneal Uil di Roma, Agostino Calcagno a proposito dell’incidente nella cittadina alle porte di Roma, dove un uomo di 43 anni mercoledì è stato investito da un mezzo escavatore.

«Il cantiere – ricordano i segretari – è per definizione un luogo di lavoro insidioso, pertanto la soglia di attenzione deve essere massima da parte di tutti gli attori in campo, così come molteplici devono essere le misure di prevenzione poste in atto». I sindacati tengono alta l’attenzione su un tema delicato come la sicurezza e rilanciano: «Non ci convincono fino in fondo le letture dei dati relativi agli infortuni sul lavoro in edilizia che spesso – spiegano Guerci, Federiconi e Calcagno – parlano di un calo delle denunce nel nostro settore, dimenticando però colpevolmente di mettere in relazione questi numeri con i numeri della crisi che ha colpito duramente il comparto delle costruzioni e che ha determinato quasi un dimezzamento del numero degli addetti e delle ore lavorate». Numeri evidenziati dalla Feneal nel corso dei lavori del suo recente congresso (leggi).

«Il combinato disposto di lunghi anni di crisi che hanno letteralmente flagellato il nostro settore e la scelta compiuta, non solo dalle imprese ma anche a livello politico e legislativo, di abbassare le tutele dei lavoratori rischia di produrre delle pesanti ricadute su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella nostra agenda sindacale- concludono i tre segretari- il tema della salute e della sicurezza è sempre ai primi posti. Non vorremmo che, invece, così non fosse per chi a livello istituzionale dovrebbe avere a cuore queste tematiche almeno quanto noi. Ci faremo parti attive e chiederemo l’apertura di tavoli istituzionali sul tema. Vedremo se ancora una volta avranno il coraggio di negarceli».

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