martedì, aprile 24

L’agenzia unica della mobilità regionale. «Per un trasporto di qualità»


«Una visione strategica e innovativa per il Lazio»

di Alfonso Vannaroni

agenzia mobilità

Una programmazione regionale del trasporto pubblico che abbraccia e si snoda su tutto il territorio regionale, che permetta ai pendolari di muoversi con facilità da una città all’altra a prezzi contenuti e competitivi. Ha idee e un progetto di futuro il segretario regionale della Uil del Lazio con delega ai trasporti, Felice Alfonsi. La proposta dell’agenzia unica della mobilità regionale è una visione strategica e innovativa per il Lazio «che supera i confini di Roma capitale e arriva sui territori metropolitani e provinciali». Alcune regioni l’hanno già fatto e sperimentato come la Liguria, il Piemonte, l’Abruzzo le Marche.

Segretario, a cosa serve l’agenzia unica della mobilità regionale? «Immaginate la cartina della nostra regione. Fissate le città capoluogo, i vari comuni dell’area metropolitana e le provincie con i rispettivi comuni. L’agenzia regionale è lo strumento che potrebbe fare una programmazione per un servizio di qualità e rendere efficienti i collegamenti in ogni angolo del Lazio, realizzando uno scambio tra ferro e gomma. L’agenzia dovrebbe essere la sola che programma, organizza e mette in rete, connettendo, le tante esigenze degli utenti del trasporto nell’intera regione. E’ un passo da compiere senza esitazioni, perché è l’unico strumento per fare vera integrazione del trasporto, migliorandone la qualità e facendo risparmiare ingenti risorse».

Lei parla di risparmi, faccia un esempio? «Da un nostro studio è emerso, ad esempio, che riducendo i costi unendo le attuali agenzie della mobilità, quella regionale e l’agenzia della mobilità comune di Roma, i costi comprimibili riferiti ai Cda, collegi sindacali, compensi ai dirigenti e immobilizzazioni materiali, si possono ottenere molti milioni di risparmio».

Con questa operazione si creerebbe un tesoretto? «Noi pensiamo proprio di sì, questi soldi risparmiati andrebbero rimessi subito in circolo per potenziare la qualità del trasporto pubblico sull’intero territorio regionale, ma non per creare l’ennesimo carrozzone come tanti ne ha creati la politica negli ultimi 30 anni. E’ necessario investire queste risorse derivanti dall’accorpamento delle agenzie per migliorare le condizioni dei lavoratori e migliorare il servizio, acquistare nuovi bus, tram di superficie e treni per le metro e ferrovie regionali. Io faccio solo un esempio: la regione Piemonte dopo aver creato nel 2003 l’agenzia unica della mobilità regionale è poi riuscita a implementare il servizio su ferro con la regionalizzazione di 8 linee metropolitane e 20 linee regionali e 4 veloci integrando le varie realtà esistenti nella regione».

Segretario, questa implementazione ha aumento i costi? «No, in pochi anni c’è stato un abbattimento dei costi relativi al trasporto su ferro di 25 milioni, mentre è migliorata di circa il 20 per cento l’efficienza e la qualità del servizio su gomma, con una spesa media per chilometro percorso di 36,643 mentre nel Lazio la spesa è di 92,974. Ciò significa che in Piemonte il trasporto pubblico pesa a ogni singolo cittadino per 213 euro l’anno, contro i 288 del Lazio».

Eppure nel Lazio tutto ciò sembra ancora utopia?  «Gli esempi che abbiamo portato dimostrano che l’agenzia non è utopia, ma è necessario che ci sia la volontà politica di Roma capitale e della Regione Lazio. Nella nostra regione c’è una galassia di aziende di trasporto, sia pubbliche che private. Farle coordinare da un’unica agenzia di programmazione regionale sarebbe una mossa di notevole impatto, ma non basta».

Come non basta? «Per completare il piano, noi pensiamo sia necessario arrivare ad un’unica azienda del trasporto regionale, passando così dalle attuali quasi cento aziende a un gestore unico. Questo ulteriore passo, porterebbe altri risparmi, perché anche qui si ridurrebbero i Cda, i collegi sindacali, i compensi dei tanti dirigenti. E poi si agirebbe sul servizio uniformandolo. Oggi alcuni tratti di strade del nostro territorio sono gestiti da più aziende che tra loro non dialogano, e quindi accade che in alcune zone passano più bus accavallandosi, mentre altri tratti del nostro territorio regionale non sono coperti a sufficienza. Un’azienda unica sarebbe in grado di standardizzare il servizio e tutto ciò avrebbe ricadute positive sulla mobilità delle persone, sulla qualità del servizio che diventerebbe così efficiente e modulato sulle esigenze dei cittadini in ogni angolo della nostra regione».

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