martedì, aprile 24

Un nuovo ospedale per Rieti


Una struttura antisismica nuova. Un nuovo modello di edilizia pubblica

di Francesca Lici

nuovo ospedale rietiUn nuovo ospedale. Antisismico. Invece di «rattoppare» quello esistente. Praticamente un nuovo presidio ospedaliero da realizzare utilizzando anche i fondi già stanziati dalla Regione Lazio per l’adeguamento sismico del de Lellis di Rieti. E’ un’idea che sta guadagnando rapidamente consensi in città. Ma al momento è solo un’ipotesi. Tuttavia sarebbe una scelta lungimirante e strategica, che si inserirebbe in una logica di costruzioni moderne e appositamente concepite per resistere ai terremoti, che da queste parti sono purtroppo di casa. Una ricostruzione antisismica in grado di far rinascere il territorio ancora ferito dal terremoto dell’agosto 2016 e dei successivi eventi sismici.

Giorni fa, durante l’incontro in commissione sanità – al quale erano presenti il presidente della commissione Morena De Marco, il consigliere comunale con delega alla sanità Antonio Boncompagni, il direttore generale della Asl Marinella D’Innocenzo e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil – tra i vari temi della sanità reatina, l’argomento nuovo nosocomio è stato ampiamente dibattuto.

«Abbiamo apprezzato la convocazione da parte del Comune nonché la presenza del direttore generale della Asl – hanno fatto sapere il segretario generale della Uil di Rieti Alberto Paolucci, Walter Filippi  della Cgil Rieti Roma Eva e Paolo Bianchetti della Cisl Roma Capitale e Rieti –  con loro si è approcciato il primo incontro ricco di argomenti tra cui il Punto unico di accesso a tutte le prestazioni sociosanitarie per i cittadini, il registro dei tumori e i 76 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’ospedale de Lellis».

«Sono argomenti – hanno spiegato Cgil, Cisl e Uil – che necessitano approfondimenti e quindi nuovi incontri, ma certamente il nostro giudizio è positivo. Relativamente alle somme messe a disposizione per l’adeguamento sismico del de Lellis, abbiamo alle istituzioni di concentrare l’attenzione sulla costruzione di un nuovo ospedale, piuttosto che rattoppare una struttura ideata negli anni 60 e costruita negli anni 70».

«Sia per l’ospedale che per le scuole abbiamo un’idea chiara – concludono Paolucci, Filippi e Bianchetti – è giunto il momento di utilizzare i soldi pubblici per investire in strutture antisismiche di nuova costruzione. Quindi un nuovo nosocomio che permetta alla città e al territorio di fruire di una struttura confacente alle esigenze sotto ogni punto di vista, dalla stabilità alla efficienza, dalla viabilità ai parcheggi e prima di tutto sicuro. Ripartire, dunque, dall’impegno della Regione Lazio e degli enti locali. Mettiamo fin da subito alla prova i rappresentanti eletti a nei nostri territori, per costruire un modello nuovo di edilizia pubblica in un’area ad alto rischio sismico».  La parola passa ai parlamentari, ai consiglieri regionali, agli assessori. Rieti e i reatini aspettano risposte.

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