martedì, luglio 17

A Bracciano gli studenti del Kennedy diventano ricercatori


Studi e analisi realizzati sulle acque del lago realizzati grazie al progetto del Miur

di Giancarlo Narosi
Il lago di Bracciano
Il lago di Bracciano

Due anni di ricerche a Bracciano. Due anni in cui gli studenti del liceo Kennedy di Roma insieme con scienziati e professori universitari hanno avuto la possibilità di studiare e analizzare. Il tutto attraverso il progetto «Strategie di studio e recupero degli ecosistemi lacuali».

L’esperienza ha avuto inizio nel 2016, quando la scuola si è aggiudica un finanziamento erogato dal Miur per progetti che avessero come finalità la formazione degli studenti. Parte così l’iniziativa che ha coinvolto gruppi di classi quarte e quinte in una ricerca in cui statistica, chimica e geologia sono state utilizzate per studiare l’ecosistema del lago di Bracciano. «Abbiamo condotto una ricerca bibliografica sui dati di Acea, che gestisce le acque di Bracciano – ha spiega la professoressa di chimica Tamara Nale, responsabile dell’iniziativa – poi abbiamo proseguito con esperienze sul campo campionando le acque del lago».

Grazie alla collaborazione del Cnr e della facoltà di ingegneria chimica dell’Università La Sapienza, gli studenti hanno utilizzato strumentazioni professionali. L’analisi e l’incrocio dei dati sono avvenuti invece nei laboratori dell’Ispra di Montelibretti, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

«I risultati sono stati interessanti – prosegue la professoressa – c’è una concentrazione di alcuni ioni, ma questo è un dato prevedibile perché il lago è di origine vulcanico. Mentre altri elementi ci fanno supporre che potrebbero esserci immissioni irregolari nel lago. Tutto ciò confluirà in una pubblicazione scientifica». «I ragazzi si sono divertiti – conclude la professoressa – hanno anche lavorato tanto, e hanno avuto la possibilità di apprendere sul campo nozioni prima solo teoriche. Fondamentale è stato anche il contributo dei professionisti che li hanno seguiti in questo percorso, che li ha aiutati a capire concetti complessi e a cimentarsi con esperimenti pratici».

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