venerdì, agosto 17

Emergenza Rifiuti. Serve un tavolo interistituzionale


Cgil, Cisl e Uil: superare l’attuale modello per avviare un circuito virtuoso

di Francesca Lici

emergenza rifiuti Le cicliche fasi di emergenza dei rifiuti a Roma generano una discussione tra le istituzioni locali che fanno emergere distanza tra realtà e aspettative. Ne sono convinti i sindacati confederali. «L’immobilismo che si è creato attorno a questo tema rende impossibile modificare l’esistente limitando l’azione alla gestione delle emergenze». Ma superata un’emergenza ce ne sarà un’altra. E poi un’altra ancora. Servono azioni concrete. Serve un dialogo tra le istituzioni che porti a risultati certi.

«Comune e Ama – dicono Michele Azzola, Paolo Terrinoni e Alberto Civica, rispettivamente Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil di Roma e Lazio – devono prevedere, oltre agli impianti di smaltimento, anche un vero e proprio sistema industriale che produca energia e intercetti e trasformi i materiali raccolti. Per fare questo è necessario mettere a sistema tutti i finanziamenti disponibili per la sostenibilità ambientale a livello regionale». La realtà però è un’altra. «Il fallimento del comune di Roma e di Ama – dicono Azzola, Terrinoni e Civica – è contenuto nel piano industriale che prevede solo una riduzione della produzione di rifiuti e la totale assenza di progetti di realizzazione degli impianti necessari allo smaltimento, unica condizione per smettere di inviare i rifiuti in Austria e in Abruzzo. A Roma chiusa la discarica di Malagrotta non è mai stato individuato, da parte della Regione Lazio e del Comune di Roma, un sito temporaneo per la discarica di servizio per smaltire i rifiuti». «Superare l’attuale modello – aggiungono i segretari – permetterà di avviare progetti che evitino il ricorso alle aziende private, che rischiano di smaltire i rifiuti illegalmente per garantire basse tariffe e vincere le gare dei Comuni, e a favorire la nascita di aziende multi utility, sotto controllo pubblico, per chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio e attrarre le aziende che utilizzano i rifiuti riciclati per creare l’economia circolare di cui si parla. Al posto di impianti di mega compostaggio vanno pensati impianti di prossimità, in accordo con le aziende agricole presenti sul territorio, e che sviluppino anche la produzione di gas per valorizzare al massimo il rifiuto e rendere più basse le tariffe dei cittadini».

«E’ necessario aprire un tavolo interistituzionale tra regione, province e comune di Roma per avviare in maniera corretta un sistema di economia circolare nel nostro territorio finalizzato allo sviluppo della sostenibilità ambientale e occupazionale e alla gestione dei servizi di igiene ambientale che mettano al riparo il territorio dalle devastazioni oggi presenti. Crediamo che gestire il tema dei rifiuti senza un progetto che guardi all’intero sistema dei rifiuti regionale, collegandolo anche alla produzione di energia, non permetterà di dare risposte concrete alle tante crisi aperte sul territorio. Le istituzioni hanno il dovere di dare delle risposte perché i cittadini meritano di avere delle città pulite e di non vedere discariche abusive a ogni angolo di territorio. E’ evidente che l’assenza di un cambio radicale di linea, vedrà le Organizzazioni Sindacali capofila nella promozione di iniziative di protesta nei confronti dell’inadeguatezza delle istituzioni locali».

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