martedì, ottobre 16

Università 4.0. Mettere in rete scienza, ricerca e industria


Presentati a Roma i risultati dello studio dell’Università Tor Vergata, del Policlinico Gemelli in collaborazione con Italfarmacia di Roma

di Redazione

Una scoperta che potrebbe rivoluzionare l’approccio sia alla nutrizione, in pazienti sani, che alla cura di malattie degenerative è stata presentata oggi a Roma, presso l’Hotel Porta Maggiore, nel corso di un convegno scientifico organizzato dalla scuola di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata. La ricerca, portata avanti da studi effettuati presso le università di Tor Vergata, La Sapienza e il Policlinico Gemelli, ha portato ad avere riscontri concreti sui meccanismi che legano i principi nutrizionali alla funzione immunitaria, per giungere a elaborare un progetto di ricerca in grado di identificare la migliore dieta per l’aumento della immunoterapia contro i tumori. Osservato speciale, in tal senso, è stato il microbiota intestinale (ovvero l’insieme di tutti i microorganismi che abitano l’intestino umano), e il suo impatto sul sistema immunitario.

Un lavoro che è stato sposato da una piccola azienda farmaceutica della periferia romana, la Italfarmacia di Tor Sapienza del professor Mario Marchetti, che ha sostenuto l’Università convinta che il microbiota sia un universo tutto da scoprire. Si è, quindi, proceduto a una sperimentazione, sia su soggetti sani che affetti da patologie degenerative, relativamente a un integratore innovativo da 120 miliardi di probiotici, con 8 ceppi batterici scelti tra quelli più frequenti nel microbiota di persone sane, per affrontare le insidie che nuocciono all’organismo. Una sperimentazione non dovuta, trattandosi di un integratore e non di un farmaco, ma scaturita dalla decisione di comprendere quale influenza questo potesse avere sul corpo umano.

In pratica, unendo la voglia di una piccola azienda farmaceutica romana di distinguersi, rispetto al grande marketing delle multinazionali, al rigore e al sapere della ricerca scientifica universitaria della Capitale è proprio da Roma che, ancora una volta, parte una nuova sfida che punta a cambiare l’approccio dell’individuo alla dieta e alla cura di patologie, sostituendo in parte i farmaci con un integratore che, andando a ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale, va ad interferire positivamente sulle malattie infiammatorie croniche, allergie, diabete e obesità. “Abbiamo sperimentato – conferma la professoressa Laura Di Renzo, docente della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata – una miscellanea di probiotici con effetti positivi sia sul controllo del peso e dell’ansia che, ancora in fase di sperimentazione, come microbiota boccale. Integratori che, per l’Aifa, non necessitano di sperimentazione che noi abbiamo scelto di fare perché fondamentale per i nostri studi sostenuti dal professor Marchetti che, da imprenditore, ha creduto nella ricerca in quell’ottica di Università 4.0 che mette in rete scienza, ricerca e industria”.

“Abbiamo accettato di buon grado – aggiunge il professor Mario Marchetti, della Italfarmacia – l’idea di uscire con un integratore innovativo di 120 miliardi di probiotici, con ben 8 ceppi batterici, che dà risultati molto interessanti. Siamo vicini alla ricerca e restiamo a disposizione dell’Università per continuare questa collaborazione”. “L’innovazione di questo studio – conclude il direttore della scuola di specializzazione in scienze dell’alimentazione, professor Antonino De Lorenzo – è che anziché la consueta ricerca “a inseguimento” in questo caso abbiamo potuto portare avanti una ricerca ad iniziativa, scegliendo noi un processo da seguire che, ormai da due anni, stiamo approfondendo”.

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