martedì, agosto 21

Maledetto fumo. Maledetto vizio


Sono oltre dodici milioni i fumatori italiani. Nel 2017 erano 11,7 milioni. E un minore su dieci inizia a fumare tra i banchi di scuola

di Al. Van.

maledetto fumoMaledetto fumo, maledetto vizio. Duro a morire e che colpisce anche i minori. Uno su dieci è infatti un consumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto. Ma non solo. Tra i giovani che possono considerarsi abituali, più della metà fuma anche cannabis. I ragazzi accendono la prima sigaretta alle scuole di secondo grado, più o meno tra i 14 e i 17 anni. E una piccola percentuale abbassa l’asticella alle scuole elementari, tra i nove e i dieci anni. Sono allarmanti i dati dell’Ossfad – Centro nazionale dipendenza e doping dell’Istituto superiore di sanità in occasione della recente Giornata Mondiale senza tabacco.

L’identikit del giovane fumatore abituale lo tratteggia l’indagine Explora. Sono soprattutto maschi, fanno poco sport, frequentano gli istituti professionali e i licei artistici, sono propensi al rischio e hanno una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente, mentre i loro genitori hanno un livello di istruzione medio e non controllano le spese dei figli. I giovani fumatori abituali, sono anche quelli che consumano più alcolici, fino a quattro consumazioni di birra e superalcolici a settimana. Un dodici per cento tra loro dichiara di aver avuto episodi di binge drinking (ubriacatura causata dall’assunzione di alcolici diversi) tre o più volte nell’ultimo mese. Più della metà dei fumatori abituali (il 65,6 per cento) ha provato almeno una volta anche cannabis nell’ultimo anno rispetto al 2 per cento dei non fumatori. «E’ necessario potenziare sistemi di prevenzione per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi – ha affermato il Presidente dell’Iss Walter Ricciardi – prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o di più pericolose».

«La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata – ha spiegato Roberta Pacifici, Direttore dell’Ossfad e del Centro nazionale dipendenze e doping – abbiamo registrato infatti gli stessi dati del 2007, segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il serbatoio di riserva del tabagismo, sono quelli cioè che continuano ad alimentare la popolazione dei fumatori che non accenna a diminuire».

Nonostante i divieti – ma soprattutto i rischi per la salute e le campagna choc – si continua a fumare tanto. Troppo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il fumo è la seconda causa in generale di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile; quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo e fra le vittime oltre 600mila sono non fumatori esposti al fumo passivo.

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