giovedì, giugno 21

Nuovo stadio della Roma. Nove arresti per corruzione


L’indagine della Procura della Capitale: 16 indagati, sei misure cautelari in carcere, tre ai domiciliari. Nei guai il costruttore Parnasi, il vice presidente del consiglio regionale Palozzi, l’ex assessore regionale Michele Civita

di Francesca Lici

stadioPolitici e imprenditori nella rete della magistratura. Sedici sono gli indagati, nove gli arresti dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma nell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.

L’operazione – denominata Rinascimento – scatta di prima mattina, quando i militari eseguono le misure cautelari emesse dal Gip di Roma: per sei degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri tre gli arresti domiciliari. In carcere sono finiti il costruttore Luca Parnasi e cinque suoi collaboratori. Ai domiciliari invece Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Michele Civita, ex assessore della Regione Lazio, Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente dei cinque stelle sullo stadio. Tra gli indagati figurano il capogruppo al Campidoglio del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara e il coordinatore di Forza Italia Davide Bordoni, l’ingegnere Daniele Leoni dell’ufficio permessi a costruire del dipartimento programmazione e organizzazione di Roma Capitale e Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati di Roma e candidato per il M5S alle recenti elezioni politiche al Senato.

Associazione a delinquere, traffico di influenze, emissione di fatture false, corruzione e illecito finanziamento. Questi i reati contestati dalla Procura. Le intercettazioni hanno fanno emergere un sottobosco tutt’altro che edificante. Sta di fatto che lo stadio della Roma è ancora un progetto ma già desta scalpore. La magistratura farà chiarezza, ovviamente. «Siamo dalla parte della legalità – commenta intanto la sindaca Virginia Raggi – chi ha sbagliato è giusto che paghi». Da parte sua il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha fatto sapere che la società As. Roma: «non c’entra nulla con l’inchiesta».  «Non sono preoccupato – aggiunge il presidente del club giallorosso James Pallotta – l’indagine non avrà alcuna influenza sul nostro operato». Difficile immaginare che il terremoto giudiziario di oggi non scuota alle fondamenta anche il nuovo stadio di Tor di Valle.

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