domenica, settembre 23

Diciotto milioni di italiani a rischio povertà


L’Istat fotografa le ampie disparità tra le regioni. A rischio il 46,9 per cento degli individui

di Francesca Lici

povertàDiciotto milioni. O se preferite il 30 per cento. Tanti sono gli italiani a rischio povertà o esclusione sociale. Un numero preoccupante e per di più in aumento rispetto allo scorso anno. Ed è per questo che l’obiettivo di Europa 2020 rimane molto lontano. Parola dell’Istat e dei dati contenuti nel rapporto ‘Sustainable Development Goals (SDGs) 2018’ per l’Agenda 2030 relativi al monitoraggio degli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Il valore italiano si mantiene inferiore a quello di Bulgaria, Romania, Grecia e Lituania, ma è di molto superiore a quello di Francia (18,2 per cento), Germania (19,7 per cento) e Regno Unito (22,2per cento). Nello specifico l’indicatore di povertà o esclusione sociale corrisponde alle persone che ricadono almeno in una delle seguenti situazioni: rischio di povertà di reddito, gravemente deprivate materialmente, vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa. Ecco il quadro: la povertà di reddito riguarda il 20,6 per cento della popolazione (era al 19,9% del 2015), la grave deprivazione materiale riguarda il 12,1 per cento (dall’11,5 per cento) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8 per cento (dall’11,7% del 2015).

Molto accentuata la disparità tra aree regionali sia per l’indicatore composito sulla povertà o esclusione sociale, sia per i tre indicatori in cui si articola. II Mezzogiorno presenta i valori maggiori per tutti gli indicatori: è a rischio di povertà o esclusione sociale quasi la metà degli individui (46,9 per cento) contro uno ogni cinque del Nord (19,4 per cento). «L’Italia dovrebbe far uscire 2,2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale – si legge nel rapporto – rispetto al valore registrato nel 2008 (15.082.000 individui pari al 25,5% della popolazione residente): l’obiettivo è, quindi, quello di ridurre a 12.882.000 unità le persone in questa condizione entro il 2020». Nel 2017 si stima siano state 5 milioni e 58mila gli individui in povertà assoluta (8,4 per cento della popolazione). Le condizioni dei minori rimangono critiche: l’incidenza di povertà assoluta tra di essi è pari al 12,1 per cento; in peggioramento anche la condizione di giovani, adulti e anziani.

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