venerdì, agosto 17

Depressione. In Italia la patologia dilaga


Quasi tre milioni di individui ne soffrono. Tra le cause principali la mancanza di lavoro

di Maria Parrelli

depressioneSono oltre 2,8 milioni gli italiani che hanno sofferto di depressione negli ultimi anni. Secondo l’Istat la depressione è tra i disturbi mentali il più diffuso nel nostro Paese e, a differenza del resto d’Europa, colpisce prevalentemente la fascia over 44 con picco tra la popolazione anziana. La depressione è spesso associata con l’ansia cronica grave. Si stima che il 7% della popolazione oltre i 14 anni (3,7 milioni di persone) abbia sofferto nell’anno di disturbi ansioso-depressivi.

Al crescere dell’età aumenta la prevalenza dei disturbi di depressione e ansia cronica grave (dal 5,8% tra i 35-64 anni al 14,9% dopo i 65 anni). Rispetto agli uomini, lo svantaggio delle donne emerge in età adulta e si acuisce oltre i 65 anni di età. I disturbi ansioso-depressivi si associano a condizioni di svantaggio sociale ed economico: rispetto ai coetanei più istruiti, raddoppiano negli adulti con basso livello di istruzione e triplicano (16,6% rispetto a 6,3%) tra gli anziani, fra i quali risultano però meno evidenti i differenziali rispetto al reddito.

Durante l’anno scolastico 2016-2017 i due terzi degli alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado presentava una disabilità di tipo intellettivo (oltre 170 mila alunni). Si stima che i minori con disturbi mentali dell’età evolutiva ospiti dei presidi residenziali siano 11 su 100 mila minori residenti. Per la salute mentale è rilevante la condizione lavorativa: inattivi e disoccupati tra i 35-64 anni riferiscono più spesso disturbi di depressione o ansia cronica grave (10,8% e 8,9%) rispetto ai coetanei occupati (3,5%). Il numero medio di giornate di assenza dal lavoro è tre volte superiore tra gli occupati se affetti da depressione o ansia (18 giorni contro 5 giorni nell’anno). Con l’invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer e le demenze sono diventate patologie rilevanti per la salute pubblica. Si stima che circa il 4,7% della popolazione anziana ne sia affetta, in particolare le donne ultraottantenni (14,2%). Queste due malattie figurano tra le cause di morte in oltre 52 mila casi all’anno di decessi di anziani.

Il tasso di mortalità per suicidio in Italia è pari a 6 per 100 mila residenti (più basso della media europea, pari a 11 per 100 mila). Nella classe di età tra i 20 e i 34 anni, il suicidio rappresenta una rilevante causa di morte (12% dei decessi). Nel 2016 circa 800 mila persone di 18 anni e più (161 per 10mila residenti) hanno ricevuto trattamenti nei servizi dei Dipartimenti di salute mentale (Dsm). Tra gli uomini adulti il principale disturbo è la schizofrenia e altre psicosi funzionali; nelle donne le sindromi nevrotiche e, dopo i 35 anni, la depressione.

 

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