domenica, settembre 23

Minori, nessuna tutela col disegno di legge Pillon


Si cerca forse di rendere impervia la strada del divorzio nel nome di una famiglia tradizionale?

di Maria Teresa Cinanni

E’ passato un po’ sotto silenzio il disegno di legge Pillon “in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” che inizia in questi giorni il proprio iter parlamentare. Eppure coinvolgerà migliaia di famiglie e soprattutto migliaia di bambini del nostro Paese. Minori a cui, se diverrà legge, verrà completamente stravolta la vita. Prevedere infatti due residenze e l’obbligo di soggiornare 15 giorni con mamma e 15 con papà, non rappresenta un aiuto alla bigenitorialità come riportato nel testo del disegno, ma un massacro per il minore, le sue abitudini, la vita quotidiana. A quale scuola andrà? E se i due genitori vivono a chilometri di distanza? Quali amici frequenterà? Spostare un minore come un pacco postale non lo tutela sicuramente. Tutto questo per evitare l’assegno di mantenimento attualmente versato per i figli. Il mancato assegno impedirà anche il mantenimento del precedente tenore di vita del figlio e creerà ulteriori disparità visto che le donne in genere si ritrovano in una posizione tutt’altro che paritaria con l’ex coniuge.

E il testo prosegue con una serie di divieti e obblighi arrivando persino a prevedere il collocamento in una struttura per il minore in caso di mancato rispetto della bigenitorialità. E quindi a farne le spese sarà ancora una volta il figlio, che sarà sradicato dal suo ambiente, se i genitori non troveranno un accordo. Accordi che dovranno essere coadiuvati dalla frequentazione obbligatoria di un mediatore famigliare a spese delle parti. Ma, come insegnano gli stessi specialisti, la mediazione deve essere volontaria perché possa avere senso e un probabile risultato. Un obbligo peraltro impensabile ad esempio nei casi di padri-mariti violenti.

Violenza su cui il testo non prevede alcuna specifica. Col prevedibile risultato di favorire un ulteriore incremento: le mancate tutele verso il minore spingeranno le donne a sopportare ancora di più e a procrastinare ulteriormente i tempi di un’eventuale separazione dal coniuge violento.   Inoltre, nel disegno di legge si parla di mamma e papà, escludendo quindi le famiglie arcobaleno, in barba ai diritti civili sui quali l’Italia resta fanalino di coda d’Europa, soprattutto per la tutela dei figli delle coppie famiglie rainbow. Chi si è cercato di tutelare dunque? Forse si cerca di rendere più impervia la strada della separazione prima e del divorzio poi, nel nome di una famiglia tradizionale che va tutelata sempre e comunque?

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