domenica, ottobre 21

Sede nuova per l’Avis di Amatrice


La nuova struttura dell’Associazione nazionale dei donatori di sangue è stata inaugurata oggi grazie alla raccolta fondi della Uila

di Francesca Lici

sede avis amatriceSede nuova per l’Avis di Amatrice. Piccola, ma confortevole. Necessaria per un territorio martoriato da un sisma che ha seminato morte e distruzione. Devastato intere comunità, generato cumuli di macerie ancora visibili. Una sede realizzata grazie a una raccolta fondi della Uila.

«Siamo particolarmente orgogliosi di aver contribuito alla costruzione di questa nuova sede – ha detto Stefano Mantegazza, segretario generale dell’Unione italiana lavori agroalimentari – Lo abbiamo fatto anche ricordando una frase pronunciata da Sandro Pertini dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: il modo migliore di ricordare i morti è quello di pensare ai vivi. Quando accadono queste disgrazie il primo pensiero è alle vittime del terremoto e alla sofferenza che crolli e distruzione hanno portato a tante persone, poi il sentimento successivo è quello della necessità di ricominciare, necessità di realizzare atti concreti per permettere a queste zone di tornare a vivere. Il nostro investimento va in questa direzione».

Situata in Piazza del donatore, la sede Avis di Amatrice è stata realizzata grazie al percorso di solidarietà che la Uila ha messo in moto il giorno dopo la forte scossa di terremoto del 24 agosto 2016. Un percorso che ha permesso al sindacato, tramite le sue donne e i suoi uomini, i quadri, i dirigenti e le strutture, di raccogliere su tutto il territorio nazionale oltre 50mila euro. All’evento hanno partecipato il ministro dell’agricoltura e del turismo Gian Marco Centinaio. La presenza del ministro è stata occasione per ricordare al governo che questo territorio non va dimenticato. «In questo momento la tragedia di Genova assorbe tutta la nostra attenzione – ha detto il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica – ma non dobbiamo dimenticare Amatrice. Una tragedia non deve cancellare l’altra. Genova, nella sua drammaticità non può far dimenticare cosa è successo qui, né le difficoltà pratiche e burocratiche che i cittadini sono stati e sono costretti ancora a vivere. Il governo trovi gli strumenti necessari per rilanciare il territorio e l’economia di Amatrice».

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