venerdì, agosto 17

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La dignità umana, questa sconosciuta

La dignità umana, questa sconosciuta

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In questo periodo si parla tanto di dignità. Persino per decreto. Ma dov’è la dignità umana in quello che sta accadendo intorno a noi? È dignitoso lasciare in balia del destino la vita delle persone o avviare una guerra tra poveri per distogliere l’attenzione dai grandi e gravi problemi del nostro Paese? Parliamo soprattutto del lavoro o meglio della sua mancanza, di una tassazione costantemente in aumento, di giovani che abbandonano il Paese alla ricerca di soluzioni migliori e di un futuro. E’ dignitoso tutto questo? Negli ultimi giorni abbiamo seguito la vicenda dello sgombero dei Rom del Camping River, sulla via Tiberina, alla periferia di Roma. Una comunità composta da tre etnie differenti e moltissimi bambini. Oltre 300 persone in tutto. La maggior parte di questi è ancora in
Riformismo e innovazione. Il sindacato rappresentativo

Riformismo e innovazione. Il sindacato rappresentativo

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Riformismo, modernizzazione, innovazione. Al di là delle assonanze, sono termini che esprimono al meglio le caratteristiche che hanno contraddistinto l’azione della nostra organizzazione sindacale. Il nostro è un impegno che parte da lontano: abbiamo sempre cercato di adeguare la nostra capacità di rappresentanza al mutare degli assetti economici e sociali. E’ negli anni ottanta che la Uil diviene il Sindacato dei cittadini, affermando ed estendendo l’azione sindacale oltre i luoghi di lavoro nel contesto sociale della società civile. Negli anni novanta con le liberalizzazioni dei mercati abbiamo condiviso con i governi accordi a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese. Sono gli anni in cui l’Europa prendeva forma e il dibattito sui nuovi bisogni nella emergente dimensione e
Riders e lavoro digitale: una giungla senza regole e diritti

Riders e lavoro digitale: una giungla senza regole e diritti

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I riders siamo ormai abituati a vederli correre nelle nostre città in bici o in motorino. Vanno di fretta, sfrecciano nel traffico, si spostano rapidamente da un quartiere all’altro, perché più corrono, più guadagnano. Pochi euro a consegna o a prestazione, ovviamente. Sono il frutto della Gig economy e di quel lavoro che passa e si sviluppa sulle piattaforme digitali. Tra loro non ci sono soltanto ragazzi in cerca di un lavoro temporaneo, ci sono profili professionali espulsi dal mercato del lavoro per colpa di una crisi economica devastante e che non riescono, a causa dell’età, a ritrovare un occupazione. Baby sitter, badanti, idraulici: esperienze e competenze diverse, ma con un denominatore comune, l’assenza di regole e di diritti, che ha reso queste persone l’anello più debole del mer
Un filo rosso dritto al cuore

Un filo rosso dritto al cuore

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Un filo rosso dritto al cuore. Un filo rosso per uscire dal buio. Perché le donne e le cittadine di Roma vogliono uscire dal buio nel quale questa Capitale, dimenticata e mal gestita dagli amministratori, le ha inesorabilmente gettate. Perché la paura è buio, non poter disporre di libertà di movimento è buio. E’ buio vivere il terrore quando le proprie figlie escono di sera. E’ buio non poter esercitare la propria autodeterminazione nella scelta di un compagno. E’ buio anche quando non si può esprimere liberamente un chiaro e secco no. E’ ora di dire basta ai bravi uomini che si trasformano in assassini. E’ ora di dire basta alla volgare affermazione che la donna, quella donna, se l’è andata a cercare. Cosa fare per interrompere questa spirale? Le donne e gli uomini della Uil del Lazio
Il mondo del lavoro che cambia. E i suoi paradossi

Il mondo del lavoro che cambia. E i suoi paradossi

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Il mondo del lavoro è cambiato e continua a cambiare a ritmi esorbitanti. Internet sta modificando il paradigma del lavoro cosi come lo conosciamo. Grazie a internet, alle App, e alle nuove tecnologie, un lavoratore può - con una semplice connessione e senza la necessità fisica di un ufficio - iniziare immediatamente a lavorare. Le uniche cose di cui necessita sono uno smartphone e una connessione a una piattaforma on line, con il rapporto di lavoro che si svolge totalmente in remoto, senza che vi sia un rapporto diretto tra lavoratore e datore di lavoro. Si tratta del cosidetto crowd work.  Una nuova forma di lavoro che rappresenta senza dubbio una straordinaria opportunità di crescita e sviluppo, ma che al contempo necessita di una adeguata regolamentazione che possa tutelare i diritti d
Multiservizi, uno schiaffo violento alle regole

Multiservizi, uno schiaffo violento alle regole

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In questi giorni si sta consumando il dramma di 30 dipendenti della società Multiservizi che hanno ricevuto, a conclusione di una procedura di mobilità, le lettere di licenziamento. A questo proposito giova ricordare che l’azienda occupa circa 4mila lavoratori e svolge lavori di pulizia, igiene, manutenzione, sicurezza e agibilità di scuole comunali e statali, asili nido, aree verdi, monumentali e archeologiche, spiagge, edifici e spazi ad uso pubblico. L’azienda è una partecipata dal Comune di Roma e - alla pari di tutte le altre detenute o controllate dal Campidoglio - deve essere riorganizzata ed efficientata secondo le regole del decreto Madia. E’ utile ricordare che è in atto un confronto con l’amministrazione capitolina attraverso il quale emergerà il nuovo assetto della galassia
Contro le mafie. Per la cultura della legalità

Contro le mafie. Per la cultura della legalità

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Come tasselli di un puzzle. Novecentosettantadue, quasi mille. Tante sono le vittime delle mafie. Tutte, nome per nome, sono state ricordate oggi dai giovani delle scuole romane nel giardino di Piazza Vittorio. E’ così che termina il corteo promosso da Libera per la XIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un corteo che si è snodato in tutte le città italiane, da nord a sud, coinvolgendo quattromila piazze. A piazza Vittorio erano in molti: istituzioni, associazioni, sindacati, cittadini, studenti. Le mafie oggi sono come il fascismo, che non ha più un volto solo. II fascismo oggi si presenta anche quando si voltano le spalle ai femminicidi, quando non si denuncia, quando si ha paura. Le mafie sono vicine al fascismo, cercano il cons
«Ho imparato a volermi bene»

«Ho imparato a volermi bene»

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Ho imparato a volermi bene. E per questo non voglio cadere negli schematismi consoni di chi vuole necessariamente schierarsi con chi desidera trascorrere la giornata dell’otto marzo tra le mimose e una serata scimmiottando gli uomini e facendosi servire un risotto da un maschio in tanga, o con chi non vuole assolutamente sentir parlare di mimose perché non è di tendenza. Non voglio entrare in schemi predefiniti ma ho desiderio di dire, comunque, la mia su questa data che la storia ci consegna come un giorno da tenere impresso nella memoria, come se noi donne avessimo bisogno di ricordare la difficoltà di essere donne in una cultura che, nonostante tutti i nostri sforzi, continua a mantenere caratteristiche sempre più machiste e violente verso l’universo femminile. No, non abbiamo bi
Frosinone e Rieti. Un accordo per chi ha perso il lavoro

Frosinone e Rieti. Un accordo per chi ha perso il lavoro

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Frosinone e Rieti, due territori in crisi. Motivazioni diverse, ma difficoltà identiche. E quindi stesse ricadute sociali: il lavoro che non c’è. Frosinone e Rieti sono due aree di crisi industriale complesse, due aree che risentono ancora oggi gli effetti di una crisi che stenta a passare: molti siti produttivi sono stati chiusi, centinaia di persone sono rimaste senza occupazione. Per sostenere eventuali nuove crisi occupazionali e i lavoratori di queste zone – che già lo scorso anno hanno usufruito di trattamenti di mobilità ordinaria o in deroga - ieri Cgil, Cisl e Uil hanno firmato in Regione Lazio un accordo quadro sugli ammortizzatori sociali valido per il 2018. Ciò significa un aiuto in più a tutte quelle persone che attualmente percepiscono l’assegno di disoccupazione e che c
Fondi strutturali europei, una ricchezza per il Lazio

Fondi strutturali europei, una ricchezza per il Lazio

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I fondi strutturali europei, una ricchezza per il nostro Paese e per la nostra regione. Una ricchezza da utilizzare sempre di più. Ma con percorsi partecipati. Fse, Fesr, Feasr, Feamp, questi fondi rappresentano la voce di bilancio fondamentale per costruire quelle politiche di sviluppo e crescita indispensabile per invertire gli effetti della crisi economica, che negli ultimi anni ha falcidiato posti di lavoro in tutti i territori del Lazio. L’attuale programmazione – iniziata nel 2014 con termine nel 2020 – ha già impresso una marcata discontinuità con le scelte delle precedenti amministrazioni regionali, consentendo così al Lazio di posizionarsi tra le regioni italiane che utilizzano al meglio le risorse europee. Un passo è stato fatto: siamo riusciti ad uscire dalla logica, da noi