venerdì, ottobre 19

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Gaia siamo noi. Rispettiamola

Gaia siamo noi. Rispettiamola

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La chiamiamo Gaia ma tanto felice non sembra essere. Di anno in anno siamo passati dalla green economy alla sostenibilità e adesso all’economia circolare. Cerchiamo di capire cosa si nasconda dietro un nuovo termine, un nuovo vocabolo. Ma in realtà al centro resta sempre un tema: l’ambiente e come noi possiamo interagire con esso nelle modalità più compatibili per rispettarlo e preservarlo. L’esperienza ha dimostrato che ciò che è utile per noi può essere nocivo per Gaia, se non sappiamo come smaltirlo e riutilizzarlo. Un esempio: per molti anni abbiamo usato le plastiche, che sicuramente hanno migliorato la vita di molti, ma che oggi rappresentano il problema del millennio per il grave danno ambientale che procurano se non vengono smaltite correttamente. Recenti ricerche hanno infatti
Oncoestetica, come conciliare cure e benessere dei pazienti

Oncoestetica, come conciliare cure e benessere dei pazienti

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Ne sono stati fatti di passi in avanti nella lotta al cancro. Negli ultimi venti anni la scienza ha offerto ai pazienti oncologici una speranza di vita e anche di guarigione che solo decenni prima era inimmaginabile. Progressi nelle cure, nella prevenzione, nella diagnostica. Passi avanti notevoli, che adesso dovrebbero tradursi in una maggiore attenzione alla qualità della vita dei malati. E lo si potrebbe fare attraverso un approccio multidisciplinare, che sta nascendo e che tiene insieme i progressi della ricerca e la cura della persona nella sua interezza. L’umanizzazione delle cure per i pazienti oncologici è anche questo: è un percorso che implica il coinvolgimento di tutte le persone che si occupano della presa in carico del paziente, compreso lo stesso malato. Si comincia a inve
Partecipate al collasso. Prosegue l’inaffidabilità del Campidoglio

Partecipate al collasso. Prosegue l’inaffidabilità del Campidoglio

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Le Amministrazioni si giudicano dagli impegni che assumono e che mantengono. Al di là del colore politico, questa è sempre stata - e sempre sarà - la modalità con la quale ci rapportiamo alle istituzioni. Questa è stata anche la regola che abbiamo applicato con la Sindaca Raggi e la sua giunta per condividere le strategie per la riorganizzazione delle aziende partecipate. Non è un caso che da più di due anni chiediamo corrette relazioni sindacali, partecipiamo a incontri, riunioni, ascoltiamo assessori e registriamo le innumerevoli promesse per il rilancio dell’intera galassia delle aziende del Comune. Volendo sintetizzare questi due anni della giunta capitolina non possiamo che scegliere l’aggettivo inaffidabile. Inaffidabile perché finora ogni promessa è rimasta tale. Inaffidabile perché
Donare sangue per salvare una vita

Donare sangue per salvare una vita

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Ci sono doveri non scritti né codificati, che percepiamo come una responsabilità morale e sociale. E’ qualcosa che vincola la nostra coscienza di cittadino e di cittadina. E’ un dovere che si lega indissolubilmente al modo di percepire la comunità e di sentirsi parte di essa. Donare il sangue è un gesto semplice, di pochi minuti. E’ una scelta solidale, che appaga, trasmette benessere, fa sentire utili, perché contribuiamo a salvare vite umane. Eppure ciclicamente le strutture sanitare esauriscono le scorte, gli interventi non urgenti vengono rimandati, la quotidiana attività degli ospedali viene stravolta. Basti pensare che risale solo a qualche giorno fa la carenza di piastrine al De Lellis di Rieti, stessa emergenza si è verificata al San Filippo Neri. E così via. Gli appelli alla s
Battaglie sindacali. A Vicenza per dare un futuro al Gruppo Burgo

Battaglie sindacali. A Vicenza per dare un futuro al Gruppo Burgo

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Ci sono battaglie sindacali che porti dentro, che restano scolpite nella memoria. E che basta rievocarle per sprigionare quell’energia necessaria per affrontarne di nuove, perché poi dietro ogni vertenza ci sono le storie di tanti uomini e donne in difficoltà. Come in difficoltà erano i dipendenti dello stabilimento di Avezzano del Gruppo Burgo, produttore di carta grafica, risucchiato dalla crisi strutturale del settore cartario italiano. Quella dello storico gruppo italiano - sfociata nella manifestazione nazionale di Vicenza – è una di quelle battaglie che appunto non si dimenticano facilmente, perché il sindacato è stato in grado di creare un percorso lungo il quale la disperazione è diventa, passo dopo passo, speranza sempre più concreta. Scegliere Vicenza come luogo per una manif
Disagio economico e sociale. Le azioni di prossimità del sindacato

Disagio economico e sociale. Le azioni di prossimità del sindacato

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Un progetto per stare vicino ai più deboli, per arginare il disagio sociale e offrire sostegno a tante famiglie in difficoltà. E’ una campagna informativa quella messa in campo dalla Uil del Lazio e dai suoi Caf per dare massima visibilità a una prestazione assistenziale che prevede sconti sulle forniture di energia elettrica, gas e acqua per i nuclei familiari che si trovano in una condizione di difficoltà economica o nei quali c’è una persona che ha particolari esigenze sanitarie. Abbiamo deciso di avviare questa iniziativa perché i dati diffusi dall’Autorità hanno evidenziato che circa un terzo degli aventi diritto ha fatto domanda per ottenere questa tipologia di agevolazioni. Ciò conferma il sospetto che fin dall’inizio avevamo avuto, vale a dire che continua a mancare una diffusa
La dignità umana, questa sconosciuta

La dignità umana, questa sconosciuta

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In questo periodo si parla tanto di dignità. Persino per decreto. Ma dov’è la dignità umana in quello che sta accadendo intorno a noi? È dignitoso lasciare in balia del destino la vita delle persone o avviare una guerra tra poveri per distogliere l’attenzione dai grandi e gravi problemi del nostro Paese? Parliamo soprattutto del lavoro o meglio della sua mancanza, di una tassazione costantemente in aumento, di giovani che abbandonano il Paese alla ricerca di soluzioni migliori e di un futuro. E’ dignitoso tutto questo? Negli ultimi giorni abbiamo seguito la vicenda dello sgombero dei Rom del Camping River, sulla via Tiberina, alla periferia di Roma. Una comunità composta da tre etnie differenti e moltissimi bambini. Oltre 300 persone in tutto. La maggior parte di questi è ancora in
Riformismo e innovazione. Il sindacato rappresentativo

Riformismo e innovazione. Il sindacato rappresentativo

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Riformismo, modernizzazione, innovazione. Al di là delle assonanze, sono termini che esprimono al meglio le caratteristiche che hanno contraddistinto l’azione della nostra organizzazione sindacale. Il nostro è un impegno che parte da lontano: abbiamo sempre cercato di adeguare la nostra capacità di rappresentanza al mutare degli assetti economici e sociali. E’ negli anni ottanta che la Uil diviene il Sindacato dei cittadini, affermando ed estendendo l’azione sindacale oltre i luoghi di lavoro nel contesto sociale della società civile. Negli anni novanta con le liberalizzazioni dei mercati abbiamo condiviso con i governi accordi a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese. Sono gli anni in cui l’Europa prendeva forma e il dibattito sui nuovi bisogni nella emergente dimensione e
Riders e lavoro digitale: una giungla senza regole e diritti

Riders e lavoro digitale: una giungla senza regole e diritti

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I riders siamo ormai abituati a vederli correre nelle nostre città in bici o in motorino. Vanno di fretta, sfrecciano nel traffico, si spostano rapidamente da un quartiere all’altro, perché più corrono, più guadagnano. Pochi euro a consegna o a prestazione, ovviamente. Sono il frutto della Gig economy e di quel lavoro che passa e si sviluppa sulle piattaforme digitali. Tra loro non ci sono soltanto ragazzi in cerca di un lavoro temporaneo, ci sono profili professionali espulsi dal mercato del lavoro per colpa di una crisi economica devastante e che non riescono, a causa dell’età, a ritrovare un occupazione. Baby sitter, badanti, idraulici: esperienze e competenze diverse, ma con un denominatore comune, l’assenza di regole e di diritti, che ha reso queste persone l’anello più debole del mer
Un filo rosso dritto al cuore

Un filo rosso dritto al cuore

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Un filo rosso dritto al cuore. Un filo rosso per uscire dal buio. Perché le donne e le cittadine di Roma vogliono uscire dal buio nel quale questa Capitale, dimenticata e mal gestita dagli amministratori, le ha inesorabilmente gettate. Perché la paura è buio, non poter disporre di libertà di movimento è buio. E’ buio vivere il terrore quando le proprie figlie escono di sera. E’ buio non poter esercitare la propria autodeterminazione nella scelta di un compagno. E’ buio anche quando non si può esprimere liberamente un chiaro e secco no. E’ ora di dire basta ai bravi uomini che si trasformano in assassini. E’ ora di dire basta alla volgare affermazione che la donna, quella donna, se l’è andata a cercare. Cosa fare per interrompere questa spirale? Le donne e gli uomini della Uil del Lazio