giovedì, novembre 23

Lavoro

Doppi turni, cambi di reparto, dialogo sindacale inesistente. Ikea va cambiata

Doppi turni, cambi di reparto, dialogo sindacale inesistente. Ikea va cambiata

Lavoro
di Ma.Te.Ci. Mobili da montare, arredi originali, rimedi salva spazio. Ma anche colore e shopping domenicale. Rappresenta tutto questo ormai Ikea, il colosso svedese diffuso su tutto il nostro territorio nazionale che è entrato nelle nostre case e nelle nostre abitudini, alimentando persino intercalari colloquiali e tormentoni estivi. Ma non è tutto oro quel che luccica. E dietro l’abilità degli arredi a incastro, i cassettoni colorati, lo spazio baby e i cataloghi in bella mostra, si cela un rapporto sempre più difficile tra dipendenti e vertici aziendali. Un rapporto che aveva fatto della collaborazione e del dialogo il suo forte punto di partenza e che, invece, da quanto raccontano i lavoratori si è arenato dietro logiche di business spesso incomprensibili. Nessun ascolto dei dip
Fiat Cassino. A casa in più di cinquecento

Fiat Cassino. A casa in più di cinquecento

Lavoro
di Al. Van. Oggigiorno con un sms te ne vai a casa. Ovviamente senza lavoro. Ne sanno qualcosa i 532 lavoratori in somministrazione della Fiat Chrysler di Cassino ai quali l’azienda non ha rinnovato i contratti comunicando così la fine della loro prestazione lavorativa. Per altri trecento c’è stata una proroga fino a gennaio 2018. Ma la produzione dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano è scesa del 10 per cento. E così il futuro occupazionale di tanti giovani assunti solo sei mesi fa è a rischio. Le istituzioni regionali sono mobilitate, i sindacati premono. Giorni fa c’è stata una riunione alla Regione Lazio per affrontare quella che potrebbe diventare l’ennesima emergenza sociale di un territorio già martoriato da anni di crisi. «La Regione – racconta Lorenzo Giuliani
All’Umberto I settecento lavoratori a rischio licenziamento

All’Umberto I settecento lavoratori a rischio licenziamento

Lavoro
di Giancarlo Narosi Sono lavoratori delle cooperative sociali, infermieri e ausiliari. Sono in settecento. E adesso al Policlinico Umberto I rischiano il licenziamento.  «E l’azienda ospedaliera universitaria più grande d’Europa sull’orlo della paralisi». Non usano mezzi termini Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio per lanciare l’allarme. «E’ un’ipotesi da macelleria sociale – aggiungono – perché riguarda settecento famiglie che restano nella completa incertezza con una dispersione di professionalità senza precedenti». «Stiamo parlando di infermieri e ausiliari che da anni garantiscono assistenza qualificata nel pronto soccorso, nelle sale operatorie, nella terapia intensiva e nei r
Precario? No grazie. I sindacati: «Rilanciare la Ricerca»

Precario? No grazie. I sindacati: «Rilanciare la Ricerca»

Attualità, Lavoro
di Francesca Lici L’unico paese europeo dove precariato e tagli diventano sinonimi di Ricerca. L’unico paese europeo che investe in questo settore strategico soltanto l’1,33 per cento del pil, contro una media europea del 2,03 per cento. Benvenuti in Italia, dove da più di quindici anni ormai la ricerca pubblica sembra trattata più come un fastidio che una risorsa. Ne sanno qualcosa i precari che da anni lavorano senza fondi, senza riconoscimenti e senza certezze per il futuro. La legge di bilancio, che sta per approdare in Parlamento, contiene dati preoccupanti. «A fronte di migliaia di precari – dicono i sindacati Flc Cgil, Fir Cisl e Uil Rua – sarebbero state stanziate risorse per coprire solo 300 posti negli enti di ricerca». Un andamento che deve essere invertito. «E’ fondam
Neomamme di Almaviva. Quale futuro per loro?

Neomamme di Almaviva. Quale futuro per loro?

Lavoro
di Redazione Sono tutte neomamme. Sono quarantatré. Tutte in maternità al tempo dei licenziamenti in Almaviva dello scorso dicembre, quando l'azienda chiuse i battenti lasciando senza lavoro 1666 persone. Adesso le neomamme sono state trasferite da Roma a Rende, in Calabria. Ed è chiaro a tutti che per loro non c’è altra strada che quella delle dimissioni, perché diventa difficile se non praticamente impossibile conciliare le esigenze della famiglia con una nuova sede di lavoro distante settecento chilometri. C’è una mobilitazione in corso per scongiurare quelli che a tutti gli effetti oggi sembrano ulteriori licenziamenti, seppur mascherati. La Uil di Roma e del Lazio non è rimasta a guardare. «Siamo vicini a queste donne – dicono Pierluigi Talamo e Maurizio Lepri, rispettivamente s
Fuga delle aziende dalla Capitale. Grandi Stazioni retail trasferisce i dipendenti da Roma a Milano

Fuga delle aziende dalla Capitale. Grandi Stazioni retail trasferisce i dipendenti da Roma a Milano

Lavoro
di Maria Teresa Cinanni Ancora un trasferimento da Roma a Milano. Dopo i noti e controversi casi di Almaviva, Mediaset, Sky, adesso è la volta di Grandi Stazioni retail che ha comunicato, senza alcun confronto con i lavoratori, il trasferimento di 22 dipendenti dalla Capitale al capoluogo lombardo, a partire dal 1 gennaio 2018. Un trasferimento di cui i lavoratori sono venuti a conoscenza soltanto negli ultimi giorni, a decisione già presa, senza alcun confronto con i sindacati di categoria che negli ultimi giorni hanno organizzato un presidio di protesta. Tra l’altro, raccontano gli stessi dipendenti, ben sedici su ventidue sono mamme di bimbi piccoli e pertanto con maggiori difficoltà a cambiare città. “Significherebbe cambiare la scuola dei bambini, stravolgere tutte le nost
Assistenza dimezzata e fughe di gas. Roma fa i conti con una rete dell’altro secolo

Assistenza dimezzata e fughe di gas. Roma fa i conti con una rete dell’altro secolo

Lavoro, Senza categoria
di Maria Teresa Cinanni Dopo la rete idrica, i romani fanno i conti anche con una rete del gas non proprio all’avanguardia. Secondo quanto è emerso da una denuncia della Uil del Lazio, infatti, nella Capitale ci sono oltre 250 segnalazioni di fughe di gas al giorno. Fughe di gas che, in alcuni casi, si rivelano dei falsi allarmi, in altri si tratta di vere e proprie perdite di varia entità. Ciò perché la rete, così come quella idrica, a Roma è particolarmente vetusta e necessita di manutenzione. Basti pensare che le attuali tubature sono state costruite più di cinquant’anni fa e che per 90 chilometri sono ancora in ghisa, così come prima della diffusione del metano. La ghisa, a detta degli stessi tecnici, favorisce la dispersione del gas per via del montaggio a incastro piuttosto ch
Con la nuova gestione del Cup a rischio cinquecento posti di lavoro

Con la nuova gestione del Cup a rischio cinquecento posti di lavoro

Lavoro
di Redazione "A quasi due anni dalla sottoscrizione in Regione Lazio di un accordo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e alla luce dell'imminente avvio delle procedure di assegnazione al nuovo ente gestore del servizio Cup Lazio e dei Servizi Amministrativi dell'Asl Roma 2, che al contrario porterebbe a un'importante perdita di posti di lavoro, abbiamo indetto lo stato di agitazione di tutto il personale. Senza correttivi sono a rischio il 20 per cento dei posti di lavoro, oltre 500 esuberi". Così la Fp Cgil Roma Lazio, la Filcams Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio, Fisascat Cisl Roma Lazio e Uil Fpl Roma Lazio annunciano l'avvio della mobilitazione di tutto il personale dei Cup del Lazio. "Oltre ad aver chiesto al Prefetto di attivare le procedure di conciliazione previste dal
Atac va rilanciata. Sindacati firmano intesa con il Comune

Atac va rilanciata. Sindacati firmano intesa con il Comune

Attualità, Lavoro
di  Alfonso Vannaroni La crisi di Atac non è irreversibile. Esistono spazi e azioni per rilanciare l’azienda del trasporto pubblico romano. Ne sono convinte Cgil, Cisl e Uil. E’ per questo che insieme con il Comune, i confederali hanno firmato un verbale d’intesa. Un documento che indica la strada da seguire per il rilancio di Atac: carattere pubblico dell’azienda partecipata,  mantenimento degli attuali livelli occupazionali e retributivi, necessità di offrire un servizio efficiente ai cittadini. «Si tratta ovviamente di un primo passo tutto da verificare – dice il segretario regionale ai trasporti Felice Alfonsi, che per la Uil di Roma e del Lazio e con la categoria della Uil trasporti ieri ha firmato l’intesa in Campidoglio». A via Cavour però si resta coi piedi in terra. «M
Nuovi scenari Atac. I Sindacati chiedono garanzie scritte

Nuovi scenari Atac. I Sindacati chiedono garanzie scritte

Attualità, Lavoro
di Marta Sateri Prolungamento del contratto di servizio fino al 2023 – 2024 anziché al 2019.Questa la proposta avanzata a sorpresa dalla sindaca Raggi e dall’assessore comunale ai Trasporti Meleo per salvare Atac. Niente vendita ai privati quindi, niente gara e nessun accenno ai conti in rosso dell’azienda. Una proposta che secondo la giunta capitolina implica in sé la garanzia dei livelli occupazionali e dell’attuale sistema di retribuzione e il mantenimento della proprietà comunale dell’azienda al 100%. “L’amministrazione ha scelto di non scegliere”, il commento dei consiglieri del Pd che si aspettavano “un piano di rientro che partisse da un aumento dei ricavi e la sottoscrizione di un patto per la mobilità”. In attesa di valutazioni, invece, i sindacati che chiedono a gran voce c