martedì, novembre 20

Da Rieti a Roma in meno di un’ora. Resterà un sogno?


Il governo investe su una nuova ferrovia e sulla Salaria. Così Rieti dovrebbe uscire dall’isolamento

di Alfonso Vannaroni
Panorama di Rieti
Panorama del capoluogo reatino

Un territorio da anni ai margini. Una provincia depressa che da decenni ormai è considerata area di crisi. E una sequenza di scosse sismiche che hanno definitivamente messo in ginocchio un intero distretto. Individuare per Rieti le scelte strategiche per il suo rilancio non è semplice. Ma nemmeno impossibile.

Sono passati decenni, si sono alternati sindaci, presidenti di regione, presidenti del consiglio, ma nulla è cambiato. Adesso però – scontati gli enormi ritardi e le promesse disattese – si riparte con nuovi progetti e nuove aspettative. Sì perché, per le aree colpite dal terremoto c’è un ambizioso programma del governo per lo sviluppo e la riqualificazione delle zone colpite dallo sciame sismico: in tutto sono 4,7milioni di euro per potenziare la via Salaria e migliorare i collegamenti ferroviari tra Roma e queste aree grazie al potenziamento dell’anello ferroviario dell’Appennino centrale e alla realizzazione di una nuova linea tra Rieti e Passo Corese.

«L’obiettivo strategico inserito nei piani del governo è in un’ora stare a Roma, facendo la Rieti Passo Corese – ha spiegato il presidente Zingaretti a margine della presentazione dei progetti – C’è una nuova linea che a questo punto è programmata e finanziata dallo Stato. Io credo che per il reatino sia una svolta, finalmente ce l’abbiamo fatta, è una vittoria del territorio che ha dimostrato che inizia a reagire alla tragedia accaduta con il terremoto del 24 agosto».

Ma ci vorrà tempo, si sa. Da anni la Uil chiede alle istituzioni almeno un collegamento ferroviario per facilitare l’ingresso a Roma a migliaia di pendolari. «Si tratta certamente di progetti grandiosi – afferma Alberto Paolucci, segretario generale di Rieti – ci troviamo in un momento che segna passi avanti per il nostro territorio, ma non può aspettare, se non vuole continuare ad essere l’ultima carrozza del treno».

E quindi il sindacato rilancia su quella che adesso sembra diventata una semplice soluzione ponte in vista delle opere strutturali. «In questo momento – dice il segretario – dobbiamo accelerare quanto più possibile sull’acquisto dei treni bimodali (ad alimentazione elettrica e a gasolio) che permetteranno, passando per Terni, di raggiungere la Capitale». Impegno che Zingaretti ha ribadito: «Noi confermiamo l’impegno – ha annunciato il presidente della Regione Lazio – per garantire al più presto una percezione di novità, l’arrivo degli autobus e l’acquisto di treni elettrici e diesel».

Tempi di novità per Rieti, per i suoi abitanti, per i residenti dei tanti paesi incastonati nella catena appenninica. Forse si sta voltando pagina. Chissà, sembra la volta buona. Arriveranno nuovi giorni dove né i pendolari, né le aziende che decideranno di investire da queste parti, dovranno compiere tour de force per percorrere poco meno di cento chilometri. Solo in quel giorno – quando e se arriverà – si potrà dire di aver strapparo il territorio dall’attuale isolamento.

One Comment

  • […] «Il 2016 – spiega l’Istat – è stato caratterizzato da un’intensa attività sismica, concentrata soprattutto nelle regioni dell’Appennino centrale: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Nel complesso, sono stati 140 i comuni colpiti dagli effetti di questa sequenza, compresi quelli colpiti dalle scosse del 18 gennaio 2017, con epicentro in provincia de L’Aquila». Una successione di terremoti che è sì diminuita, anche se le notti scorse l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato nel centro Italia dieci scosse tra cui una di magnitudo 2.7 vicino Amatrice e due di magnitudo 2.6 vicino ad Arquata del Tronto –  ma che ancora è sulla pelle delle tante persone che vivono in questi territori. Ripartire non è facile. Il ritorno alla normalità sarà lungo e complicato. Il programma delle istituzioni è ambizioso (leggi). […]

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