lunedì, Dic 10

Sfratto per il centro antiviolenza di Tor Bella Monaca


“Ci denigrano, ma sono solo strumentalizzazioni. Qui accogliamo ogni mese più di venti donne”

di Maria Teresa Cinanni

Dopo lo sfratto alla storica sede della Casa delle Donne di via della Lungara, adesso è la volta di un altro centro che si occupa di violenza sulle donne: il centro Marie Anne Erize del quartiere Tor Bella Monaca. La motivazione ufficiale del Campidoglio è che i locali sarebbero stati assegnati “provvisoriamente con tipologia d’uso scaduta e non rinnovata”, pertanto andranno riconsegnati al Comune, subito dopo la convocazione del 25 luglio presso la sede del municipio competente. “E’ stata una vera sorpresa per noi, non ce l’aspettavamo. Non con questi tempi soprattutto. E’ arrivata un’ingiunzione giudiziaria che ci intima di lasciare i locali subito dopo la convocazione del 25 luglio. E’ uno schiaffo alle donne e a chi in questi anni ha cercato di tutelarle”, commenta la responsabile del Centro, Stefania Catallo.

Quante sono le donne che mediamente si rivolgono a voi? “Almeno una ventina al mese. Qui organizziamo anche incontri di gruppo e offriamo assistenza legale. Inoltre collaboriamo con psicologi esterni in caso di necessità.

Quando è nato il centro? “Il centro antiviolenza Marie Anne Erize è nato nel 2011, ma eravamo allocati in un’altra sede, poco distante da quella attuale di via Amico Aspertini 393, che è stata affidata al centro attraverso una delibera della precedente giunta, nel 2015”.

Qualcuno parla di attività poco trasparenti. A cosa si riferisce secondo lei? “Dopo la divulgazione mediatica dello sfratto, è partita una campagna denigratoria sui social da parte di uno schieramento politico. Ci viene contestato di essere presenti solo sporadicamente. Strumentalizzazioni gratuite e assolutamente non vere. Tra l’altro vi è una reperibilità costante, attraverso i numeri di cellulare affissi sul portone d’ingresso”.

E la sartoria ospitata all’interno del centro? “La sartoria è gestita da una Fondazione francese e produce abiti da sposa che vengono noleggiati o prestati a donne che non hanno la possibilità di acquistarli. E’ una sartoria solidale di cui andiamo fiere. Tanto da organizzare spesso delle sfilate. La prossima si svolgerà il 24 luglio presso il Maxxi. Tutte le attività svolte comunque servono a tenere accesi i riflettori su un tema, quello della violenza contro le donne, che non si affronta con veglie e fiaccole in occasione dei troppi femminicidi, ma con la presenza costante e organizzata sui territori. E qui i politici non si sono mai visti. Anzi, saremmo lieti di far visitare loro la nostra sede. Abbiamo anche inviato una lettera al Presidente della Repubblica, sperando che accolga il nostro appello, visto il silenzio di tutte le forze politiche”.

 

 

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