venerdì, Dic 14

Aeroporto di Aquino. Quale futuro?


Si ragiona su due proposte: ampliamento del volo sportivo già esistente, oppure fare dello scalo ciociaro uno spazio per i voli low cost

di Silvia Morini
Veduta di Aquino. Foto tratta dal sito del Comune

Da anni si parla ormai della possibilità di convertire l’aeroporto militare di Aquino. Ci sono almeno due proposte sul tavolo: uno dedicato all’ampliamento del volo sportivo già esistente, l’altro destinato ai voli low cost. Per quel che riguarda il volo sportivo nasce nel maggio 1989 la Human Flight Dimension che da allora si è affermata nel mondo aeronautico con l’organizzazione di eventi, manifestazioni e competizioni soprattutto nel settore del paracadutismo sportivo. Intanto il consigliere regionale di Forza Italia, presidente della quinta commissione cultura, spettacolo, sport e turismo, Pasquale Ciacciarelli, ha presentato un emendamento alla proposta di Legge concernente “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale” circa le misure a Sostegno del Sistema Aeroportuale Regionale, ai fini della valorizzazione dell’aeroporto di Aquino.

Il consigliere ha sostenuto in più di una occasione che l’attivazione dell’Aeroporto di Aquino consentirebbe non solo di evitare un ampliamento dell’Aeroporto di Fiumicino e un incremento dei voli su Ciampino, ma favorirebbe uno sviluppo economico e occupazionale per l’intero territorio della provincia di Frosinone. Significherebbe favorire la crescita delle imprese, delle attività commerciali e la creazione di numerosi nuovi posti di lavoro, incentivando lo sviluppo turistico del territorio, considerato lo straordinario patrimonio storico archeologico e naturale dell’intera provincia, specialmente se il sito di Aquino diventerà anche un aeroporto turistico sportivo. Puntare dunque alla valorizzazione del territorio attraverso una migliore offerta in termini di servizi ai fini di una ramificazione dei flussi turistici nelle province, per favorire la creazione del sistema dei voli a basso costo, e di conseguenza alla creazione del Brand Lazio; gli Aeroporti del Lazio andrebbero di conseguenza a costituire le vetrine ed infrastrutture facilitanti lo sviluppo delle città e dei territori e l’avvicinamento delle realtà locali alle dimensioni nazionali, europee e internazionali attraverso la crescita imprenditoriale e le potenzialità di internazionalizzazione delle imprese e dei mercati con i loro beni prodotti.

Niente basi per un simile discorso progettuale, stando alle parole dell’alatrense onorevole deputato del Movimento 5 stelle Luca Frusone, per il quale il territorio dovrebbe risolvere altre priorità, dichiarando inoltre che il progetto è fallimentare, non per questioni di politica ambientalista, ma perché costruire una nuova “cattedrale nel deserto” sarebbe solo spreco di risorse, e segnerebbe la rovina del territorio. Frusone esorta ad andare per gradi, partendo dalla ristrutturazione delle strade, risolvendo la situazione delle ferrovie, dei treni e degli interscambi per poi affrontare altri argomenti. Non resta che aspettare gli esiti futuri del dibattito.

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