lunedì, Dic 10

Mobilità e cassa in deroga, il Governo apre alla soluzione


Il ministro Di Maio rassicura. Ma la strada sembra ancora lunga

di Pierluigi Talamo, Segretario regionale Uil Lazio

Siti industriali chiusi e lavoro che resta un miraggio: sopravvivere dignitosamente a Frosinone e Rieti per i lavoratori coinvolti nei processi di chiusura dei siti produttivi, sta diventando sempre più difficile. Lo è soprattutto per quei lavoratori e quelle lavoratrici che sono in attesa dei fondi destinati agli ammortizzatori sociali per le aree industriali di crisi complessa, che usufruiscono della cassa integrazione e della mobilità in deroga.

Per questo – con Cgil e Cisl Regionali e Territoriali di Frosinone e Rieti – in mattinata abbiamo convocato una manifestazione che ha visto la partecipazione di moltissimi lavoratori interessati sotto la sede del Ministero dello sviluppo economico, convinti che bisogna trovare una soluzione per scongiurare che la situazione precipiti. I fondi, precedentemente stanziati dal Governo, non sono stati sufficienti per coprire il finanziamento degli ammortizzatori sociali con cui poter pagare le indennità previste. Pertanto molte persone che per legge hanno diritto a questo strumento di tutela per aver perso in precedenza il lavoro, sono in attesa di novità.

Durante il sit in, una delegazione sindacale è stata ricevuta nella sede del ministero. Alla riunione era presente il sottosegretario al Lavoro Durigon e l’assessore regionale Di Berardino. Il confronto ha fatto registrare un’apertura da parte dell’onorevole Durigon che, anche a nome del ministro Di Maio, ha dichiarato la volontà politica di risolvere una situazione ai limiti della sostenibilità. Ciò significa che nella Legge Finanziaria – oggi in discussione in Parlamento – dovrebbero essere inserite ulteriori risorse affinché la cassa e la mobilità in deroga siano assicurate per tutto l’anno corrente alle aree di crisi complesse di Frosinone e Rieti.

Il condizionale è d’obbligo, perché il quadro non è affatto chiaro. Il dicastero di via Veneto attende numeri e cifre delle altre regioni italiane che alla pari del Lazio sono state inserite nelle aree di crisi complessa. Solo al termine della ricognizione si potrà sapere qualcosa in più sulle cifre che saranno destinate alla nostra regione. Auspichiamo che sarà quello il momento in cui i lavoratori espulsi dal sistema produttivo potranno tirare un piccolo sospiro di sollievo. L’obiettivo finale è certamente quello di riuscire nell’intento di soddisfare l’esigenza di tutti gli interessati per il 2018, ma nello stesso tempo di guardare immediatamente avanti nella speranza che gli accordi di programma per lo sviluppo e la reindustrializzazione delle due province del Lazio, producano l’ambizioso risultato di rioccupare i lavoratori in attesa di una risposta occupazionale. Naturalmente continueremo a vigilare e spronare il governo affinché si passi dalle affermazioni ai fatti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *