lunedì, Dic 10

Cambiare la legge di bilancio. Da Viterbo l’aut aut dei sindacati al governo


Agli attivi di Cgil, Cisl e Uil, le proposte per migliorare la legge di bilancio 2019

di Lele Pajetta

cambiare legge di bilancio«È fondamentale sviluppare le infrastrutture e gli investimenti pubblici, tutelando in tutti i modi il territorio». E poi «no al condono fiscale”, istruzione, pubblica amministrazione, sanità e province. Infine, “contrasto all’evasione fiscale attraverso l’istituzione di un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento e al monitoraggio della riscossione. Sul tavolo c’è la nuova legge di bilancio del governo. E a Viterbo Cgil, Cisl e Uil avanzano le loro proposte. «Per migliorare – hanno spiegato – una legge che va cambiata in diversi punti. Una legge di bilancio che rischia di impoverire ulteriormente il Paese».

Attenzione particolare alla Tuscia. «Un territorio – hanno rimarcato tutti – con un grande patrimonio storico artistico e una marcata vocazione agricola e alcune zone destinate invece all’industria. Qui – ha evidenziato le organizzazioni sindacali – vanno sviluppati collegamenti e infrastrutture. Muovendo innanzitutto dal completamento della trasversale Orte-Civitavecchia e il rilancio del sistema ferroviario. Ogni minuto che perdiamo è un’occasione fondamentale che viene meno. La Tuscia ha tutte le carte in regola per diventare, grazie a Trasversale e ferrovie, uno snodo al livello nazionale e internazionale».

cambiare legge di bilancioMolti i presenti, tra quadri e delegati sindacali all’incontro di questa mattina nella sala Benedetti della Provincia di Viterbo. L’occasione è l’attivo dei sindacati. Assieme a loro, al tavolo della presidenza, Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio, Giancarlo Turchetti, segretario del distretto Uil di Viterbo, Fortunato Mannino e Paolo Terrinoni, rispettivamente segretari provinciale e regionale Cisl, Michele Azzola e Stefania Pomante di Cgil Lazio e a nord di Roma. In sala, anche il segretario regionale Uil Pierluigi Talamo. «Tutto quello che chiediamo – hanno detto i sindacalisti – nella manovra finanziaria non c’è. Ma per poter affrontare i punti sollevati è fondamentale subito aprirei confronto con il governo». Al quale i sindacati presenteranno il documento unitario, costruito attraverso cento assemblee su tutto il territorio nazionale, elaborato in queste ultime settimane. «Per creare sviluppo – hanno aggiunto – in questo Paese».

Tra gli interventi che i sindacati propongono al governo ci sono l’incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil per infrastrutture e reti pubbliche, ammortizzatori sociali e politiche attive prolungando, ad esempio, la cassa integrazione. Va inoltre sviluppato un progetto per il mezzogiorno che parta dal lavoro. E poi, pensioni, giovani, donne, sanità e pubblica amministrazione. Infine, ma non da ultimi, no deciso al condono fiscale e alla flat tax e investimenti per l’istruzione e la conoscenza. Per quanto riguarda il condono, «la scelta contenuta nella manovra – dichiarano Cgil, Cisl e Uil – è chiara. Flat tax per partite Iva e piccole imprese, Ires al 15% e nuovi colpi di spugna. Ma nel frattempo, nella manovra non c’è nessun provvedimento per ridurre le tasse su lavoratori e pensionati e nessun intervento per contrastare l’evasione fiscale».

cambiare legge di bilancioLa proposta dei confederali è quella di «aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione, rivedendo la tassazione locale e le agevolazioni alle imprese». Per contrastare poi l’evasione, le organizzazioni sindacali propongono di «istituire un’agenzia dedicata all’accertamento e al monitoraggio della riscossione, estendendo inoltre il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo». Sul fronte istruzione, «il governo – commentano Cgil, Cisl e Uil – non ha previsto misure né per il rinnovo dei contratti né per migliorare il sistema e contrastare l’esclusione». E per questo va quindi «attuato un vero e proprio sistema nazionale di apprendimento permanente, potenziando l’intera offerta formativa».

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