lunedì, Dic 10

Reti di impresa soluzione al commercio della Tuscia?


Le attività commerciali sono in crisi e rischiano di scomparire. Le reti di impresa stanno dando una mano per risollevare il tutto. Ne parliamo con i presidenti delle reti di Viterbo e del lago di Bolsena

di Lele Pajetta

Reti impresa verso la conclusione. Anche nella Tuscia. Con un finanziamento regionale a testa di 100 mila euro messi a disposizione delle reti dal 2017 con proroga fino alla fine di febbraio 2019. Sono reti di commercianti che uniscono le attività economiche mettendo in sinergia valorizzazione del mondo commerciale e promozione dei territori su cui le reti ricadono. Per rilanciare un settore che nel corso degli ultimi anni ha subito una profonda da crisi economica che ha portato alla chiusura di numerosi negozi soprattutto nella città di Viterbo. Ad esempio, alcune vie storiche del commercio nella città dei Papi, come quelle del quartiere San Pellegrino e di via Saffi, un tempo la via condotti viterbese, stanno infatti vivendo una progressi a desertificazione vedendo ridurre occupazione e fatturati e, in particolar modo, modificando profondamente i propri canali commerciali. Puntando sulle richieste fatte direttamente – la camicia su misura per intenderci – o ai mercati esteri. Qualcuno sta anche esplorando l’opportunità della vendita on line che nel corso del tempo ha svuotato diversi negozi della loro storica clientela più propensa a fare acquisti via internet per poter risparmiare. Tra le reti più importanti del territorio ci sono Viterbo Capitale Medievale, che unisce oltre 100 commercianti del centro storico cittadino, Visit Marta e Naturalmente Capodimonte che a loro volta, tra tutte e due, mettono insieme più di 100 commercianti.

Alessandra Di Marco

“Lavoriamo per far crescere e sviluppare il territorio in cui viviamo – dice la presidente di Viterbo Capitale Medievale, Alessandra Di Marco -, così come per contrastare una crisi che ci ha travolto destrutturando un mondo, come quello del commercio, che da sempre ha rappresentato l’anima della città dei Papi”.La rete viterbese, che per la prima volta unisce la quasi totalità dei commercianti del centro storico, ha organizzato una festa di carnevale, una notte bianca e il black friday di qualche settimana fa. Oltre a prendere parte a numerosi altri eventi messi in piedi da altre realtà cittadine.

“In arrivo anche un sito internet – spiega Di Marco – che cercherà di mettere a sistema offerta commerciale e la ricchezza storico-artistica che si trova nel centro storico. Un passaggio per noi importante. Il modo di lasciare il segno del lavoro fatto e sviluppare uno strumento utile anche in futuro”. Visit Marta e Naturalmente Capodimonte hanno invece unito le due realtà comunali attorno al lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa con un patrimonio archeologico e ambientale tra i più importanti e belli del continente.

“L’unione fa la forza – sottolineano Susanna Cherchi e Francesca Ferri, rispettivamente presidente di Visit Marta e vice presidente di Naturalmente Capodimonte – Mettere insieme commercianti e territori comunali è la strada da percorrere. Far percepire alle persone che la ricchezza che hanno di fronte appartiene a tutti. È un bene comune che come tale va vissuto e organizzato verso una crescita economica che può ripartire soltanto dalle risorse di cui uno dispone e dal turismo”. Altro aspetto, quest’ultimo, fondamentale per le reti. Nate anche per aumentare i flussi turistici nella Tuscia diretti soprattutto verso Civita di Bagnoregio e da un paio d’anni a questa parte anche a Viterbo. Almeno in modo più consistente rispetto al passato.

“Il turismo è l’anima del commercio – aggiunge Di Marco – ma i turisti bisogna farli entrare anche nei negozi. E la soluzione potrebbe essere quella di rendere le attività commerciali più attrattive. Non solo con le vetrine, ma anche con l’offerta culturale che i quartieri in cui si trovano offrono”. Un aspetto sentito anche da chi si affaccia sul lago di Bolsena. “Per farlo – aggiungono Cherchi e Ferri – abbiamo coinvolto altre realtà esterne al mondo del commercio. Organizzando infine feste in comune, con Marta e Capodimonte, per dare al turista e a chi conosce le nostre attività la sensazione di un unico patrimonio. Come se il lago di Bolsena fosse un solo comune. Puntando infine sulle nostre tradizioni e la nostra storia. Perché, oltre a far crescere commercio e territorio, serve infine costruire una nuova identità sociale e antropologica del territorio stesso e del mondo del commercio”.

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