lunedì, Dic 10

«Le scuole della Tuscia prive di certificazione antisismica»


A lanciare l’allarme è la Rete degli studenti medi nel documento politico approvato al III congresso dell’organizzazione

di Lele Pajetta

scuole tuscia«Nessuna delle scuole superiori della provincia presenta una certificazione antisismica e nell’ultimo periodo molte ssono rimaste al freddo o hanno subito pesanti infiltrazioni di acqua». A lanciare l’allarme, nero su bianco, è la Rete degli studenti medi della Tuscia nel documento politico presentato ieri sera al congresso dell’organizzazione studentesca di sinistra che si è svolto al circolo Arci Cosmonauta di Viterbo. Non solo, ma  “molte scuole sono rimaste al freddo o hanno subito pesanti infiltrazioni d’acqua che hanno portato anche a proteste e scioperi diffusi da parte degli studenti, come a Montefiascone e a Montalto di Castro”.

Il congresso della Rete degli studenti ha eletto Roberto Tedeschini  nuovo segretario generale per la Tuscia. Con lui una segreteria provinciale rinnovata. Virginia Oguntimirin, che si occuperà dell’organizzazione, Luca Scutigliani, Pietro Fois ed Elena Bassi. Quest’ultima è stata eletta anche segretaria generale per la città di Viterbo. Affiancata da Lucia Ferrante, Chiara Leoni, Penelope Cenciarini, Maria Sofia Alessi, Veronica De Carolis, Giovanni Canettieri e Gaia Grassini. Sei donne e un solo uomo. Difficile trovare altri riscontri del genere a livello nazionale.

Nella Tuscia, gli studenti delle scuole superiori sono circa 12.500, distribuiti in 30 plessi scolastici sparsi in 14 comuni differenti. Il documento degli studenti affronta inoltre il tema dei trasporti pubblici. “Oggi – sta scritto nel documento – su treni, autobus e metro un pendolare su tre è uno studente e l’articolazione del servizio del trasporto pubblico locale nel Lazio crea forti disuguaglianze nella gestione e nell’erogazione del servizio stesso: da un lato le tre grandi aziende Atac, Cotral e ferrovie dello stato, dall’altro le numerose imprese che operano sul singolo suolo comunale o in più comuni limitrofi. Questa situazione fa sì che i piani tariffari sono divergenti per gli studenti nonostante usufruiscano, in larghissima maggioranza, di abbonamenti annuali e mensili, senza contare che l’assenza di un’agenzia unica del trasporto costringe una parte degli studenti ad abbonarsi a più aziende di trasporto comportando una spesa ulteriore per le famiglie”.

scuole tuscia“La ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, gestita da Atac – prosegue il documento degli studenti – è il mezzo di trasporto più problematico, vista la lunghissima durata dei viaggi e i frequenti ritardi dovuti alla presenza del binario unico. Il trasporto pubblico su gomma, nonostante il risanamento dell’azienda regionale di trasporto pubblico della Cotral e l’acquisto di nuovi mezzi, presenta tutt’oggi gravi carenze, sia nello stato di salute dei mezzi, che continuano ad avere guasti e a presentare infiltrazioni d’acqua, sia nella frequenza delle corse, che obbligano spesso gli studenti ad arrivare a scuola in ritardo oppure a uscire anticipatamente per poter raggiungere le fermate, obbligandoli ad aspettare per ore dopo l’uscita dalla scuola o impedendogli in molti casi di frequentare corsi pomeridiani a causa della mancanza di corse nel secondo pomeriggio per il rientro nei paesi di residenza”.

Nel Lazio gli studenti sono oltre 200 mila. Diciotto mila quelli senza cittadinanza italiana, seimila quelli con disabilità, di cui 3.500 con assistenza specialistica. Nei licei il 55% degli iscritti sono ragazze, con i picchi più alti nei licei delle scienze umane e nei licei artistici. Rispettivamente l’82 e il 65%. Negli istituti tecnici e professionali prevalgono invece i ragazzi con il 69 e il 53% di presenze. Per quanto riguarda gli studenti senza cittadinanza italiana, meno di 5 mila frequentano gli istituti professionali, poco più di 7 mila gli istituti tecnici e 6 mila i licei, la metà dei quali un liceo scientifico. Negli ultimi nove anni, gli alunni delle superiori sono aumentati di 23 mila unità. Un ultimo dato. La Tuscia è la provincia con il più alto tasso di dispersione scolastica. Oltre il 23%. Due punti in più rispetto alla media regionale.

 

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