giovedì, Febbraio 21

Cassa integrazione, crollo delle ore richieste in tutto il Lazio


Sempre meno le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende nel 2018 con meno posti di lavoro salvaguardati. Il calo più consistente in provincia di Viterbo

di Lele Pajetta

cassa integrazione uil lazioCassa integrazione a picco anche nel 2018. Nel Lazio. E anche laddove aumentano le ore richieste il dato non è rassicurante. In tutta la regione, tra i mesi di gennaio e novembre del 2018, le ore di cassa integrazione richieste sono state in tutto 22 milioni circa con un calo del 13% rispetto all’anno precedente quando invece hanno superato i 25 milioni. Calano le ore per la cassa straordinaria (-9,4%) e in deroga (-86,5%). Aumentano le ore di cassa integrazione ordinaria (+11,4).

Cassa integrazione significa inoltre salvaguardia dei posti di lavoro e speranza di non essere licenziati. Anche se ormai la cassa integrazione sembrerebbe essere l’anticamera del definitivo allontanamento. Comunque sia, considerando il calo delle ore richieste, anche i posti di lavoro salvaguardati hanno subito le relative conseguenze. Se nel 2017 i lavoratori che hanno beneficiato dell’ammortizzatore sociale sono stati in tutto 13.597 (3217 per l’ordinaria, 8808 per la straordinaria e 1572 per la cassa in deroga), nel 2018 si sono ridotti a 11.772, con un calo di 1825 unità lavorative. Va meglio se il confronto viene fatto su un solo mese, vale a dire ottobre-novembre 2018. In tal caso, nel Lazio, le ore richieste sono aumentate del 19,5%. Ma, come detto, si tratta di un solo mese. L’aumento più consistente c’è stato per la cassa integrazione in deroga (+124%). Con un solo calo del 3,3% che ha riguardato la cassa straordinaria. L’ordinaria è aumentata del 46% a novembre, rispetto a ottobre. Tradotto il tutto in termini di posti di lavoro salvati, a novembre 2018, su tutto il territorio regionale sono stati tutelati 1766 posti in più rispetto al mese di ottobre.

Scendendo nel dettaglio delle singole province, considerando sempre il periodo gennaio-novembre 2017 e gennaio-novembre 2018, l’aumento più consistente di ore si è registrato nelle province di Latina (+182,8%) e Frosinone (+52,8%). La riduzione delle ore ha riguardato invece tutte le altre province. Con Viterbo in testa (-57,9%). Seguita da Rieti (-37,8%) e Roma (-27,2%). Tra ottobre e novembre 2018, a livello territoriale, si registra una vera e propria inversione di tendenza con Rieti che ha visto un aumento delle ore di cassa integrazione pari a un +14.279% a novembre rispetto a ottobre. Aumento consistente anche a Frosinone (+255,7%). Per Viterbo (-67,4%) e Roma (-13,8%) il calo è in linea con quanto accaduto nei periodi precedenti.

Ciò significa che, mentre nei territori di Roma e della Tuscia la crisi è diventata ormai strutturale e le ore di cassa integrazione sono sempre meno perché le aziende chiudono, a Frosinone e Rieti l’aumento vertiginoso degli ultimi mesi dell’anno scorso fanno pensare all’inizio di un periodo per questi territori che non sarà affatto semplice. A livello regionale, il settore con più ore di cassa integrazione richieste è quello dell’industria (oltre 16 milioni di ore), seguito dal commercio (3 milioni e mezzo) e dall’edilizia (2 milioni e 100 mila). Quarto posto per l’artigianato con 20 mila ore. In tutta Italia, nel periodo gennaio-novembre sono state richieste dalle imprese 203,7 milioni di ore. Mediamente, nel periodo considerato, l’ammortizzatore sociale ha salvaguardato 108 mila posti di lavoro. Rispetto allo stesso periodo del 2017, la cassa integrazione subisce una flessione del 38,1%, che investe le tre gestioni seppur in misura logicamente maggiore la cassa integrazione in deroga (-91,7%), seguita dalla cig straordinaria (-45,4%) e dalla ordinaria (-5,9%).

Dall’analisi dei dati emerge poi, per la prima volta dall’inizio della crisi, una generale riduzione di ore che interessa indistintamente le tre macro aree (-46% al Mezzogiorno; -38,2% al Centro; -33,2% al Nord), tutte le regioni (con la maggior riduzione di richieste in Umbria -63,6%) e quasi tutte le province con sole 10 eccezioni: Latina (+182,8%), Enna (+109,1%), Verbania (+82,2%), Catanzaro (+68%), Cuneo (+59,4%), Frosinone (+52,8%), Pordenone (+38,6%), Potenza (+38,4%), Isernia (+5,7%) e Messina (+3,7%)”. Dall’esame dei dati in valori assoluti, la cassa integrazione straordinaria ha assorbito più della metà delle ore autorizzate a livello nazionale (111,8 milioni di ore) e una simile percentuale di incidenza si registra anche nel Nord (104 milioni). A livello regionale più di 1/3 delle ore nazionali sono state richieste da aziende lombarde e piemontesi (rispettivamente 33 e 27,7 milioni di ore).

 

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