giovedì, Febbraio 21

Evasione contributiva. Il Lazio non la recupera


Frosinone riprende briciole. A Rieti, Latina e Viterbo – che insieme contano 166 Comuni – il recupero è zero

di Alfonso Vannaroni

evasione contributivaSono trecentosettantotto i Comuni del Lazio. Sono tutti alle prese con bilanci asfittici, con voci di spesa ridotte al lumicino, con servizi carenti. Tutti potrebbero recuperare tributi evasi. E tutti potrebbero destinarli per migliorare i servizi per i cittadini. Ma nella nostra regione nessuno lo fa.  In realtà, poche realtà ci hanno provato, riscattando però briciole. Esiste una norma – quella della compartecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale e contributivo – che ha permesso di recuperare nel territorio italiano 96,7 milioni di euro, frutto di oltre centomila segnalazioni all’Agenzia delle Entrate. L’apice è stato raggiunto nel 2014, con un incasso di 21,2 milioni per poi strada facendo rallentare. I dati sono stati elaborati dal Servizio politiche territoriali della Uil.

Dal report si scopre che alcune regioni sono state virtuose, altre meno. In valori assoluti in Lombardia il premio riconosciuto ai Comuni nel 2017 è stato di 4,9 milioni di euro, in Emilia Romagna di 3,2 milioni di euro, in Toscana 1,3 milioni di euro, in Liguria 1,1 milioni di euro, in Veneto 670mila euro. Mentre in Val d’Aosta il premio ha raggiunto la cifra irrisoria di 200 euro. La nostra regione spicca per immobilismo. Oltre l’area metropolitana di Roma che ha recuperato 144mila euro, qualcosa ha provato rosicchiare Frosinone che nel 2016 era tornato in possesso di tredicimila euro, mentre nel 2017 l’ammontare è sceso a poco meno di seimila euro. Escludendo questi due territori, c’è il nulla. Nell’area reatina, viterbese e pontina – che unite contano 166 Comuni – il numero di quanto è stato ripreso attraverso l’attività di accertamento è stato pari a zero. Praticamente nessuna procedura è stata attivata negli anni da questi enti locali per chiedere ai furbetti il conto di quanto evaso precedentemente.

«I numeri che emergono dall’analisi – commenta Ivana Veronese, della segreteria nazionale del sindacato – sono deludenti, soprattutto se paragonati agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati, ammontano a oltre 109 miliardi di euro. I Comuni devono e possono, invece, fare molto in chiave anti evasione non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse al livello locale, ma anche perché una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permette di ristabilire equità e giustizia sociale».

 

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