giovedì, Febbraio 21

Associazioni Lgtb a New York. Sognando il Pride a Roma 2025


«Un’occasione per ricordare le pioniere del movimento e dir loro grazie per aver reso la società un po’ più libera»

di Francesca Lici

Associazioni Lgtb a New York Cinquant’anni di lotte contro la discriminazione di genere. Il 2019 sarà un anno di ricorrenze per il mondo Lgbt, ma non solo. «Sarà – fa sapere il Circolo Mario Mieli – un anno ricco di date che faranno ricordare a tutti l’importanza di alcuni gesti del passato che hanno permesso di iniziare a distruggere, mattone dopo mattone, il muro dell’odio».

Un tacco a spillo, ad esempio. Era il 28 giugno del 1969 quando, grazie a quel tacco, il mondo ha aggiunto una sfumatura arcobaleno alla sua tavolozza. Quella notte, a New York, Sylvia Rivera e Marsh Johnson, tra le altre, scagliarono una scarpa contro la polizia, che era entrata per l’ennesima retata nello Stonewall Inn, un bar notoriamente frequentato da «depravati» e «invertiti». In quei tempi – ma ancor oggi – il linguaggio era grezzo, i toni rudi, la società preferiva girare lo sguardo altrove. «Bisogna ringraziare quel gruppo di persone – afferma il circolo Mario Mieli – che smisero di ignorare i soprusi odiosi delle autorità, se qualcosa poi cambiò. Dall’anno successivo infatti, la comunità Lgbt+ a stelle e strisce prima, e mondiale subito dopo, cominciò a celebrare i Moti di Stonewall ogni anno, nel mese di giugno. Quei moti, oggi, li conosciamo come Pride»


In occasione dei 50 anni quindi, proprio a New York verrà organizzato un World Pride, per riunire non solo le comunità mondiali Lgbt+, ma tutti coloro che vogliono celebrare i traguardi raggiunti in questi anni. E sottolineare che il percorso non può ritenersi concluso. Non solo New York. Anche da noi, sarà un anno di ricordi. Quarant’anni fa a Pisa si il primo corteo del Movimento Omosessuale Italiano. E poi venticinque anni dopo – nel 1994 – è stata Roma a ospitare il primo Pride unitario. «Nel corso di questi 25 anni Roma ha ospitato il primo World Pride della storia, nel 2000. Ideato, organizzato e fortemente voluto contro tutto e tutti dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che ha candidato la Capitale per ospitare di nuovo, dopo 25 anni, il World Pride del 2025. «Il 28 giugno prossimo – conclude il Circolo – più di 50 delegazioni italiane sfileranno per le strade di New York in nome dell’uguaglianza, della laicità e dell’autodeterminazione. Un’occasione per ricordare le pioniere del movimento e dir loro grazie per quel tacco che ha reso la società un po’ più libera».

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