venerdì, Marzo 22

Tre ragazzi su cinque discriminati perché gay, nero o obeso


Un sondaggio di Save the children offre uno spaccato di quanto accade nelle nostre scuole

di Ma. Te. Ci.

tre ragazzi su cinqueTre ragazzi su cinque sono vittime di discriminazioni, soprattutto se omosessuali, di colore, rom o obesi. E nove su dieci sono testimoni diretti di episodi contro i loro compagni, soprattutto a scuola.  Questo quanto emerge da un sondaggio di Save the children realizzato su più di 2mila studenti e studentesse di scuole secondarie di secondo grado in tutta Italia, dai quali è emerso che il 61 per cento di essi ha subìto direttamente situazioni di discriminazione dai propri coetanei.

Tra questi, il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato o escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto, il 16% deriso e uno su dieci ha subito furti, minacce o pestaggi.  Tra le vittime, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre il 31% e’ rimasto completamente solo, con la sua sofferenza, senza riuscire a confidarsi con alcuno. Soltanto un intervistato su 20 ha scelto di rivolgersi agli insegnanti, nonostante proprio la scuola sia, secondo i risultati dell’indagine, il luogo principale (45% dei casi) dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada (30%) e – altro dato significativo – dai social (21%).

I ragazzi omosessuali sono quelli che corrono maggiormente il rischio di essere discriminati secondo l’88% degli studenti intervistati. Seguono le persone di origine rom e quelle grasse (entrambi all’85%), le persone di colore (82%), di religione islamica (76%), i poveri (71%), quelle con disabilità (67%), gli arabi (67%), gli asiatici e gli ebrei (53% per entrambi). “La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato. Ne siamo assuefatti, non la vediamo e se la vediamo, la giustifichiamo – hanno commentato i giovani di Save the Children che hanno ideato la campagna Up-prezzami contro gli stereotipi –  Dobbiamo smettere di chiudere gli occhi, smettere di trovare scuse, di dirci che sono scherzi tra ragazzi, che c’è una giusta motivazione”.

Per Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, “i giovani  hanno voluto accendere i riflettori su un tema che li tocca da vicino e di cui ritengono si parli troppo poco. Per farlo, si sono cimentati per la prima volta, con il supporto di esperti, nella costruzione di una campagna di sensibilizzazione. È fondamentale che iniziative di questo tipo partano dai ragazzi, perché sono loro per primi a vivere queste situazioni spesso drammatiche. Sappiamo che il coinvolgimento dei ‘pari’ è fondamentale per isolare chi compie atti discriminatori, per non minimizzare qualsiasi segnale di chiusura verso le diversità e per diffondere una cultura di rispetto dei diritti di tutti, a scuola e negli altri luoghi di incontro”.

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