venerdì, Marzo 22

Scende la mortalità sul lavoro. La demografia dell’insicurezza


Meno morti in Italia sul posto di lavoro. Aumentano invece le vittime straniere

di Thomas Pajetta

Scende in Italia la mortalità sul posto di lavoro. A gennaio 2019 i decessi sono stati 44 contro i 67 del 2018. Ma, a fare da contraltare a questa “flessione” (-34,3%) c’è una nuova emergenza. Le vittime straniere sono il 34% sul totale degli infortuni mortali rilevati a gennaio (15 su 44). Una nuova demografia dell’insicurezza. A renderlo noto è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre sulla base dei più recenti dati Inail.

«Una società sempre più multietnica impone un’integrazione non solo dal punto di vista sociale e lavorativo – sottolinea il presidente dell’Osservatorio Mauro Rossato – ma anche un’integrazione fondamentale sul fronte della sicurezza sul lavoro. E ci auguriamo che questa mappatura dell’emergenza porti alla diffusione di una nuova sensibilità soprattutto tra i datori di lavoro che contano tra i propri dipendenti anche collaboratori stranieri». In testa alla graduatoria nazionale per numero di vittime all’inizio del nuovo anno c’è la Lombardia, con 10 infortuni mortali totali sul lavoro.

Sul podio anche Veneto (5) e Sicilia (4). Seguono Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Toscana (3), Umbria, Puglia e Calabria (2). Infine Abruzzo, Trentino Alto Adige, Marche, Molise, Liguria, Campania, Basilicata (1). A indossare la maglia nera nella classifica provinciale nel primo mese del 2019 sono Mantova e Roma con 3 vittime. Le fasce d’età più colpite – che costituiscono oltre la metà di tutte le morti sul lavoro – sono comprese tra i 45 e i 64 anni. Il settore più colpito per numero di casi di morte in occasione di lavoro non è determinato dall’Inail e registra 17 casi. Seguono, trasporto e magazzinaggio (4 casi) e commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (3 casi).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *