venerdì, Marzo 22

Sciopero generale degli edili a Roma


Solo nel Lazio la crisi ha mandato in fumo cinquantamila posti di lavoro. I sindacati: «Sblocco dei cantieri, investimenti, sviluppo e lavoro»

di Ava

sciopero generale edili a roma Mancava da circa venti anni. Ma era necessario visto che la crisi dal 2008 a oggi si è mangiata circa 600mila posti di lavoro e 120mila imprese in Italia. E’ lo sciopero generale del settore delle costruzioni, il culmine della mobilitazione iniziata da settimane con assemblee, presidi, e proteste per chiedere al governo un cambiamento di rotta in grado di rilanciare il settore.

A Roma piazza del Popolo è affollata e colorata: i lavoratori e le lavoratrici dell’edilizia, cemento, lapidei, legno, arredo e laterizi, sono arrivati da ogni parte d’Italia e indossano caschetti, gridano slogan, chiedono «lavoro, investimenti, ripresa». E ricordano come «Non tutti i lavori sono uguali. Ridurre i limiti pensionistici». Ci sono poi gli striscioni e i cartelli: «Ricostruiamo l’Italia, mettiamo in sicurezza il Paese». «Clima e lavoro. Una sola battaglia, costruiamo l’Italia sostenibile».

sciopero generale edili a romaLe categorie dei sindacati chiedono all’esecutivo politiche per affrontare la crisi del comparto. «Solo nel Lazio sono cinquantamila i posti di lavoro persi –  spiegano i segretari generali della Feneal Uil, Cisl e Fillea Cgil regionali – trentamila a Roma. E’ come se negli anni fosse sparita un’intera città di provincia». La piattaforma che le organizzazioni sindacali presentano al governo è articolata: il rilancio del settore delle costruzioni passa per lo sblocco delle opere ferme, ma anche per il finanziamento di altre. E poi più investimenti per la manutenzione di quelle esistenti. «Infine – dicono Agostino Calcagno, Fabio Turco e Mario Guerci, segretari generali della Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Lazio – invitiamo il governo a fare un passo indietro riguardo i fondi dell’Inail per i progetti di prevenzione e di formazione, perché quello che chiediamo è sì il lavoro, ma lavoro sicuro».

sciopero generale edili a roma«Siamo in piazza per tutelare i lavoratori – aggiungono Calcagno, Turco e Guerci – ma anche tutte quelle imprese regolari che oggi sono fuori dal mercato. Rilanciare l’edilizia è un dovere prioritario e lo si deve fare puntando sulla messa in sicurezza del territorio, creando un asse tra le istituzioni che individui i nodi, le soluzioni e tenga conto delle proposte delle forze sociali». Per quanto riguarda la nostra regione i sindacati puntano sulla messa in sicurezza delle scuole, sul completamento della via Tiburtina, sull’abbattimento di una parte della tangenziale est. E poi c’è l’apertura dei parcheggi della metro B1 a piazza Annibaliano e a Conca d’oro, quello di Lungotevere Arnaldo da Brescia, fermo ormai da 12 anni. Ma anche la Roma-Latina, il completamento della Orte Civitavecchia, quello della A12, l’adeguamento della Monte Lepini, la Cisterna Valmontone. «Solo per citare alcune – concludono i segretari – opere che renderebbero la nostra regione competitiva e moderna». E che farebbero ripartire tante aziende edili. Magari anche qualcuna tra le dodicimila che nel Lazio hanno abbassato le saracinesche negli ultimi due lustri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *