lunedì, Dic 10

Inchieste e Reportage

Una casa per Marina. Il riscatto dalle violenze subite

Una casa per Marina. Il riscatto dalle violenze subite

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È raggiante Marina, è un fiume in piena. Descrive con emozione la nuova casa dove i suoi bimbi possono finalmente avere una camera tutta per loro e corrono tra le stanze vuote felici di avere “così tanto spazio intorno”, dopo aver trascorso gli ultimi tre anni in un garage. Ha gli occhi lucidi nel raccontare della nuova abitazione, ancora in attesa dell’allaccio del gas e con pochi mobili, prevalentemente ricevuti dagli amici e da chi si è adoperato per far sì che lei, una donna sola con due bambini al seguito, vittima di violenza, ottenesse una casa popolare. Le spettava, dicono dall’Uniat, l’ente della Uil che si occupa di questo, eppure non l’aveva ancora ottenuta, perché avevano sbagliato il conteggio dei punti necessari per essere inseriti in graduatoria. Da qui, da un punto finalment
La doppia discriminazione: essere donna e disabile

La doppia discriminazione: essere donna e disabile

Inchieste e Reportage
Vulnerabili, emarginate, spesso invisibili, vittime di una doppia discriminazione. Doppia perché la violenza di genere non conosce limiti né barriere. Anzi. Accade spesso che più disparità si uniscano e saldandosi ne generino multiple. E’ il caso della donna con disabilità. Ha provato a riassumere questa condizione la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, dedicando a questo tema un focus specifico. Quel che emerge dagli atti parlamentari è una triste quotidianità che isola, ghettizza, nasconde. E che nega la dignità delle persone. Un quadro che rimanda alla notte dei tempi, al medioevo. Non certo ai giorni nostri. «Non è un essere umano, non è una cittadina, bensì un essere senza diritti, priva di sesso, corpo, intelligenza, desideri, emozioni». La rappresentazione del
Il peso delle addizionali locali sulle province del Lazio

Il peso delle addizionali locali sulle province del Lazio

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Cinque anni tra le dichiarazioni dei redditi. Spulciando tra scaglioni, fasce contributive, aliquote, conti, esborsi. Cinque anni che forniscono una radiografia dettagliata di quanto l’Irpef con le sue addizionali  locali ricada sulle famiglie delle province, dei borghi e delle cittadine del Lazio. Torna indietro fino al 2013 ‘Le imposte sui redditi delle famiglie nelle province del Lazio‘, il dossier realizzato dalla Uil del Lazio e dall’Istituto di ricerca Eures. Uno studio che documenta il costante aumento del tributo sul territorio regionale e come l’imposta finisca per pesare di più sulle spalle di chi percepisce redditi bassi. Negli ultimi cinque anni il numero complessivo dei dichiaranti laziali è aumentato dell’1,1 per cento, ma i contribuenti sono diminuiti di 1,2 punti percent
Tasse Capitale. Oltre mille euro in più di Irpef per chi vive a Roma

Tasse Capitale. Oltre mille euro in più di Irpef per chi vive a Roma

Inchieste e Reportage
Tasse capitale. E' Roma la città metropolitana con l’addizionale comunale più alta, mentre i contribuenti del Lazio versano gli importi più significativi di Irpef. Nello specifico, ogni cittadino della nostra regione ha versato nel 2017 di media 636 euro di irpef regionale, ovvero il 37,3% in più rispetto al 2013. Importo cui vanno  aggiunti 248 euro di media di addizionale comunale, che per i romani diventano 278, a causa soprattutto del valore dell’aliquota pari allo 0,9%, ovvero superiore al tetto massimo imposto per legge agli altri comuni. Questo quanto emerge nel dossier “Imposte sui redditi delle famiglie nelle regioni italiane e nelle città metropolitane” realizzato dalla Uil del Lazio in collaborazione con l’Eures. Il contributo dell’Irpef è al primo posto tra le fonti delle en
Amianto, presenza inquietante nelle province del Lazio

Amianto, presenza inquietante nelle province del Lazio

Inchieste e Reportage
«Non potevi vederlo ma dovevi saperlo. Milletrecento volte più sottile di un capello. Da un po’ di tempo guardo in alto vedo i tetti con occhi diversi. I tetti vicini e quelli più lontani e persi. Guarda è lì, guarda quanto, guarda quanto amianto». L’incipit degli Assalti Frontali, storica band romana hip hop, contenuto nel testo ‘Asbesto’, ricorda quanto sia stato lungo il cammino in Italia per raggiungere la consapevolezza sulla pericolosità di quella che un tempo era stata definita la fibra dell’oro. Molte esistenze sono state spezzate negli anni, una strage silenziosa. Ma quante sono le coperture, gli edifici pubblici e privati, i siti industriali, i pavimenti, i pannelli, i serbatoi, che nascondono ancora questa pericolosissima fibra killer. E quante le aree ancora da bonificare per e
Rischio amianto nella Capitale

Rischio amianto nella Capitale

Inchieste e Reportage
Rischio amianto nella Capitale. Con 2,5 milioni di metri quadrati di superficie e circa 37 tonnellate di peso, Roma è la città con la maggior presenza di amianto in termini di estensione. Nonostante siano passati più di venticinque anni dalla legge che prevede la mappatura dei siti a rischio e la conseguente rimozione, a Roma e provincia si trovano ancora moltissimi edifici pubblici e privati con la copertura eternit e amianto presente nei serbatoi, nei pavimenti, nei materiali di isolamento termico, nei pannelli. Sono Pomezia e Albano Laziale i territori della provincia capitolina dove maggiore è la concentrazione di amianto: oltre 550 mila metri quadrati di superficie per un peso complessivo di 8.250 tonnellate Si tratta soprattutto di capannoni industriali e vecchie fabbriche dismesse d
A spasso per la Magliana tra degrado e opere incompiute

A spasso per la Magliana tra degrado e opere incompiute

Inchieste e Reportage
Si è sviluppato negli anni Settanta e il suo nome è stato legato sin da subito alla criminalità ed all'illegalità della Capitale. Eppure è un quartiere relativamente centrale, ben collegato con la rete ferro e gomma e ospita oltre 30 mila persone. Si tratta della Magliana, nell'attuale XI municipio. Un quartiere nato male, dice qualcuno, per via della sua posizione sotto il livello del Tevere e dell’eccessiva densità abitativa ed evolutosi ancora peggio negli anni Settanta quando il suo nome è stato anche erroneamente legato ai tristemente noti eventi della banda della Magliana. Eppure è sempre stato caratterizzato da una forte identità che l’ha portato nel corso degli anni e dei decenni a migliorare la propria qualità di vita e a riuscire persino a primeggiare nel contesto capitolino
A Rebibbia, tra un abbraccio e istanti di magia

A Rebibbia, tra un abbraccio e istanti di magia

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Un abbraccio a Rebibbia. Un istante di magia. Pochi secondi che raccontano la vita nascosta oltre i muri, gli accessi obbligati, le cancellate e le sbarre del carcere femminile. Un abbraccio tra due donne - una che nella vita ha sbagliato e sta pagando, l’altra incaricata di seguire ogni istante del percorso di riabilitazione della prima. Un abbraccio che è sinergia, che supera il concetto di costrizione della reclusione in cella e mira alla responsabilizzazione della detenuta attraverso il modello della vigilanza dinamica. E’ proprio da qui che inizia il racconto dei due giorni vissuti nel carcere femminile di Rebibbia, perché Vite in Sospeso – il progetto messo in piedi dalla Uil del Lazio su iniziativa della segretaria regionale Laura Latini – è proprio questo: osservare le donne, i
Ristrette ma con tanta voglia di riscattarsi

Ristrette ma con tanta voglia di riscattarsi

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Ristrette ma con tanta voglia di riscatto sociale. Ha i capelli biondi Laura e sul volto i segni della sofferenza. Lo sguardo a tratti spento che si anima di colpo quando deve parlare di sé, raccontare la sua storia, quando si sente ascoltata. Un filo di trucco leggero sugli occhi e un maglioncino nero. Un portamento nervoso di chi non ha più intenzione di lasciar passare ciò che non vuole. Ha ancora vari anni da scontare al penitenziario femminile di Rebibbia, dove si trova già dal 2013. Ha ucciso il marito con un coltello dopo l’ennesima lite, racconta. Ha ucciso perché esasperata dalle violenze e dalle botte sopportate negli anni. Le sono state riconosciute le attenuanti proprio in virtù della sua storia che, adesso, racconta pubblicamente senza vergogna, né remore. Ha un figlio, pe
La piana reatina. Benvenuti in un territorio che sprofonda

La piana reatina. Benvenuti in un territorio che sprofonda

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C’è un vasto territorio appena fuori dalla città di Rieti. E’ una fertile distesa di verde, che si estende per circa novanta chilometri quadrati. E’ una zona circondata da catene montuose. E’ un piccolo gioiello ambientale, impreziosito dalla Riserva naturale regionale dei laghi Lungo e Ripasottile. E’ la piana reatina, nota anche come valle santa, perché in questi luoghi soggiornò più volte Francesco D’Assisi. Ma è un territorio che vive un profondo disagio. «Anni di denunce, anni di segnalazioni inascoltate», ripete da tempo il segretario generale della Uil di Rieti, Alberto Paolucci. Da queste parti infatti i residenti fanno quotidianamente i conti con degrado e abbandono. I problemi sono tanti, gli interventi quasi inesistenti. «Fanno male la sporcizia e gli abusi edilizi – torn